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30 mila sfratti l’anno aggravano la povertà in Germania

Povertà ed esclusione sociale in Germania sono sproporzionate rispetto alla ricchezza del Paese: questo è il verdetto del Consiglio d’Europa di pochi giorni fa. In particolare nell’invito al governo tedesco a compiere maggiori sforzi nella lotta contro la povertà il Consiglio aveva individuato la carenza di alloggi, scrivendo che “il diritto alla casa come diritto umano per tutti è riconosciuto solo in misura limitata”.

Vediamo le cifre ufficiali. Nel corso del 2022, il Ministero federale della Giustizia ha registrato un totale di 27.319 casi di sfratto in tutta la nazione. La distribuzione geografica mostra che la regione del Nord Reno-Westfalia è stata la più colpita, con 8.690 episodi, seguita da Baviera, Bassa Sassonia e Sassonia con, rispettivamente, 2.579, 2.288 e 2.265 casi. È probabile che il numero reale sia superiore, dato che mancano le informazioni relative a Schleswig-Holstein e Meclemburgo-Pomerania Anteriore.

Caren Lay, membro del Bundestag per il partito di sinistra, ha sollevato dubbi su queste statistiche, stimando un totale annuo di 30.000 sfratti una volta inclusi i dati dei due Länder mancanti, citando come fonte il giornale dell’ufficiale giudiziario tedesco. Ciò equivarrebbe a una media giornaliera di 82 sfratti.

Nonostante ciò, il dibattito sugli sfratti rimane complesso e poco trasparente, mancando dettagli specifici sulle identità delle persone sfrattate, le ragioni degli sfratti e il numero di bambini coinvolti. È altresì oscuro il destino delle persone una volta sfrattate. L’ambizione del governo federale è di eliminare il fenomeno della senza fissa dimora entro il 2030.

Il rapporto statistico del 2021, prodotto dal Gruppo di lavoro federale per l’assistenza ai senzatetto, rivela che quasi uno su sette degli assistiti ha identificato lo sfratto forzato come causa della perdita dell’abitazione.

Tra questi, la maggioranza ha indicato come motivo del mancato pagamento dell’affitto, mentre il 6% ha citato l’uso personale dell’immobile. Il documento suggerisce che alcuni sfratti potrebbero essere evitati migliorando le tutele contro la disdetta.

Se gli arretrati di affitto vengono saldati entro due mesi, sia personalmente sia tramite l’ente di sostegno all’impiego, la disdetta viene annullata. Tuttavia, questa salvaguardia non si applica agli sfratti regolari, un aspetto che Jutta Hartmann, dell’Associazione tedesca degli inquilini, trova ingiustificato. “È urgente che il legislatore estenda la protezione del periodo di grazia anche ai casi di disdetta ordinaria,” sostiene, evidenziando come alcuni proprietari sfruttino questa breccia legale per aumentare gli affitti.

Nonostante le promesse, il governo attuale non ha ancora preso misure concrete per affrontare questo problema.

La coalizione di governo è divisa sull’argomento: mentre SPD e i Verdi spingono per interventi normativi, la FDP mostra scetticismo.

Zanda Martens (SPD) e Canan Bayram (Verdi) insistono sulla necessità di proteggere gli inquilini in difficoltà economica, proponendo che gli sfratti siano permessi solo di fronte alla disponibilità di un alloggio alternativo. Daniel Föst (FDP), al contrario, ritiene che non siano necessari ulteriori interventi legislativi, sottolineando l’importanza della fiducia nel rapporto inquilino-proprietario.

A gennaio 2023, l’Istituto tedesco per i diritti umani ha evidenziato come gli sfratti forzati possano rappresentare una grave violazione dei diritti umani, inclusi il diritto all’integrità fisica e alla protezione della famiglia, oltre a poter condurre alla senza fissa dimora, in violazione del diritto a un minimo vitale dignitoso. La critica si estende anche alla mancanza di dati dettagliati su questa problematica in Germania.

Amburgo, Germania https://www.needpix.com/photo/648341/
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