giovedì, Maggio 23, 2024
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A causa delle guerre 76 milioni di persone sono sfollate interne

Le guerre e i conflitti continuano a generare un aumento senza precedenti del numero di persone costrette ad abbandonare le proprie case, stabilendo nuovi record globali di sfollamento.

L’Internal Displacement Monitoring Centre (IDMC) di Ginevra ha rivelato che, alla fine del 2023, il numero di sfollati interni ha raggiunto i 75,9 milioni, segnando un incremento del 7% rispetto all’anno precedente e del 50% rispetto a cinque anni fa.

La maggior parte di questi nuovi sfollati, circa due terzi, provenivano da regioni particolarmente colpite come la Striscia di Gaza, il Sudan e la Repubblica Democratica del Congo.

Il totale delle persone costrette a fuggire sia all’interno che oltre i confini del proprio paese è ancora più alto, complice anche la fuga verso nazioni estere.

Secondo l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), alla fine del 2023, il numero di rifugiati e sfollati ha superato i 114 milioni di individui, con proiezioni che indicano un possibile aumento fino a 130 milioni entro fine anno.

L’IDMC ha sottolineato che il 90% degli sfollati interni ha abbandonato le proprie città a causa di conflitti e violenze, mentre il restante 10% è stato costretto a muoversi per sfuggire a disastri naturali.

Al termine del 2023, circa 7,7 milioni di persone sono state spostate a causa di inondazioni, tempeste, terremoti, incendi e altri eventi calamitosi, trovando rifugio altrove all’interno dei propri paesi.

Questi dati tragici riflettono la gravità e la complessità degli sfollamenti forzati e la necessità di un impegno rinnovato nella gestione e assistenza degli sfollati interni.

“I conflitti e la devastazione sono così profondi che impediscono a milioni di persone di ricostruire le proprie vite, spesso per anni,” ha dichiarato Alexandra Bilak, direttrice dell’IDMC.

Jan Egeland, segretario generale del Norwegian Refugee Council che ha fondato l’IDMC, ha criticato aspramente l’insufficienza degli sforzi internazionali nella prevenzione dei conflitti e nella costruzione della pace, definendo la situazione “un giudizio devastante” sul fallimento globale in questi ambiti.

Qui trovate il rapporto originale

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