martedì, Settembre 27, 2022
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Addio ad Amedeo Ricucci

Poche ore fa è morto Amedeo Ricucci, nella sua Cetraro, in Calabria. Stava male da tempo, lottava contro il cancro. Un dolore immenso per chi lo ha conosciuto di persona e una perdita immensa per chi ne conosceva il lavoro. Nonostante stesse male aveva insistito comunque per venire a fare una lezione sul giornalismo di guerra al Corso di Giornalismo Popolare di Diogene, siamo stati incantati per due ore ad ascoltarlo. A un certo punto ci ha chiesto se si poteva fumare, poi si è acceso il suo immancabile sigaro, a cui non ha voluto mai rinunciare.

Ci ha lasciato un messaggio importante sulla necessità di essere dipendenti soltanto dai fatti, qualunque sia la nostra posizione politica.
E’ stato un precario storico della Rai e non se n’è mai dimenticato neanche quando è stato assunto. Ci siamo trovati spesso a votare insieme isolati all’opposizione dentro il sindacato giornalisti delle vecchie cariatidi.
Non ha mai perso l’umanità nonostante tutti gli orrori a cui ha assistito durante le guerre che ci ha raccontato. Una parola in meno piuttosto che in più. Nel filmato che ci ha fatto vedere al corso, durante un bombardamento, l’operatore lo riprendeva mentre osservava le esplosioni da dietro una colonna. A ogni bomba che cadeva nonostante la paura, mentre gli altri sobbalzavano e si coprivano la testa lui restava con gli occhi incollati su quanto stava accadendo per non perdere un solo attimo dei combattimenti, un dovere verso chi ti legge e ti guarda ci ha spiegato.

Ai suoi familiari e alle persone che aveva care le condoglianze della redazione di Diogene

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