giovedì, Ottobre 6, 2022
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Altri massacri di civili in Etiopia

In Etiopia dopo la siccità peggiore degli ultimi quattro anni e gli scontri con le truppe del Sudan al confine si aggiungono gli scontri etnici nella regione dell’Oromia. Centinaia di persone sono state uccise nelle ultime settimane e il governo del primo ministro Abiy Ahmed accusa per le stragi l’Esercito di liberazione dell’Oromo, che a sua volta accusa delle violenze le milizie alleate con il governo.

Una questione spinosa per Abiy, salito al potere quattro anni fa sulla spinta delle manifestazioni scatenate nell’Oromia, numericamente il gruppo etnico più consistente, da cui proviene lo stesso primo ministro, che accusava il governo di aver abbandonato a se stessa la regione. Adesso è proprio Abiy a essere accusato di aver represso le proteste nel sangue, facendo arrestare gli oppositori politici.

A supportare le accuse di Abriy contro l’Esercito di liberazione dell’Oromo è la Commissione etiope per i diritti umani nominata dal governo, secondo cui il gruppo militante avrebbe massacrato civili di etnia Amhara in due villaggi nell’area di Qellem Wollega. Il governo però non è stato in grado di fornire un bilancio degli scontri, anche se fonti di organizzazioni umanitarie operanti all’interno del Paese sostengono che siano state uccise almeno trecento persone e molte altre rapite.

In precedenza un altro massacro nella regione dell’Oromia si era verificato a giugno, ne avevamo parlato qui https://diogeneonline.info/la-tragedia-delletiopia-nel-silenzio-del-mondo/. Era stato assaltato il villaggio di Tole, provocando centinaia di morti e almeno duemila persone in fuga, questa volta la fonte era stato l’Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite. L’Esercito di liberazione dell’Oromo è considerato un gruppo terroristico, di recente alleatosi con altre milizie anti governative nel Tigry e nel Gambela.

by alvise forcellini
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