mercoledì, Settembre 28, 2022
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Arriva l’antifurto sui prodotti alimentari

L’aumento dei generi alimentari sta producendo effetti imprevisti non soltanto tra i consumatori ma anche nelle catene di distribuzione. Per il momento sembra accadere soltanto in Germania, per l’esattezza a Berlino, ma l’impressione è che il fenomeno stia per esplodere ovunque. E’ stato un giornalista della Berliner Zeitung a scoprire, in un supermercato a Berlino-Weissensee, che su un’intera gamma di prodotti a buon mercato erano stati applicati i sistemi di sicurezza che normalmente vengono utilizzati solo su articoli di lusso come lo champagne. In sostanza una specie di antifurto che suona al momento di uscire dal negozio.

Anche questo è un modo per leggere i mutamenti sociali. Il giornalista, incuriosito dalla scelta della catena di didtribuzione ha cercato di verificare su quali genere veniva applicato il contrassegno, ritenendo che la scelta dei proprietari indicasse anche quali erano i generi più “rubati” dai clienti. Ha così scoperto che mentre l’antifurto era applicato sulla carne già in offerta a basso prezo non era per esempio apposto sui prodotti biologici molto più costosi. In sostanza, è la riflessione che viene spontanea, i poveri non si curano della qualità del cibo quando sono costretti a rubare ma vanno dritti al sodo.

Incuriositi da questo modo d’agire che da una parte è giustificato ma dall’altra indica lo stato di povertà in cui la Germania e molti altri paesi europi iniziano a versare, abbiamo scoperto tramite Twitter, grazie alle foto pubblicate da un utente, che non si tratta di un caso isolato, anche una filiale della Lidl ha applicato lo speciale contrassegno “antipovero” sulle confezioni di burro.

E non accade soltanto nei supermercati tedeschi. I supermercati britannici, racconta la Bild tedesca, ferita nell’orgoglio nazionale dopo la scoperta del giornalista della Berliner Zeitung, ha scoperto che le più importanti catene di vendita britanniche stanno applicando lo stesso sistema su formaggio, latte per bambini e integratori vitaminici.

Non sorprende che sempre più persone stiano rubando. Secondo il centro consumatori di Berlino, solo nell’ultimo anno i generi alimentari sono aumentati del 15%. Un prodotto essenziale come l’olio da cucina, che non è il nostro olio extravergine ma di minore qualità, è aumentato del 40%. Più che furti si tratta di veri e propri atti di disperazione, come li definiscono gli attivisti di organizzaizoni di sostegno alla povertà.

E’ anche normale che i supermercati cerchino di cautelarsi, visto che proprio dai bisogni primari delle persone traggono la loro fonte di guadagno, ma è altrettanto normale che chi non può permettersi più di comprare beni essenziali provi a sopravvivere rubando.

Nel 2009 la prima grande crisi aveva portato in Italia a un aumento generalizzato dei furti con un danno per i punti vendita di 3,8 miliardi di euro. Quell’anno arrivammo al venticinquesimo posto al mondo tra i paesi che hanno subito il maggior numero di differenze inventariali.

Lo studio su ‘La Sicurezza nel Retail in Italia 2021’, realizzato da Crime&tech, Università Cattolica, con il supporto di Checkpoint Systems Italia, ha valutato che i furti sono continuati anche dopo la crisi del 2009, per un totale di 3,48 miliardi di euro.

Un grave danno per i supermercati? Beh, non sembrerebbe proprio, visto che 3,48 miliardi di euro costituiscono l’1,41% del fatturato annuo delle grandi catene di distribuzione.

“Ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame”.

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