venerdì, Febbraio 3, 2023
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Caso Hasib, arrestato un agente di polizia

Un arresto per le violenze su Hasib Omerovic, il 36enne rom precipitato dalla finestra del suo appartamento a Primavalle, lo scorso 25 luglio e rimasto in coma per due mesi. In manette è finito un poliziotto, l’agente Andrea Pellegrini, con le accuse contenute nelle 61 pagine di ricostruzione dei fatti del gip Ezio Damizia.

Hasib è stato minacciato con un coltello, è scritto nell’ordinanza di arresto, legato a una sedia e picchiato da un poliziotto. Poi, non sapendo come fuggire da quella immotivata violenza, Hasib ha compiuto il gesto disperato di gettarsi dalla finestra aperta, unica possibilità di salvezza.

L’agente è adesso agli arresti domiciliari. Ma l’ordinanza del gip va letta per intero, per comprendere l’orrore che si è svolto nella casa di Primavalle, picchiando selvaggiamente Omerovic dinanzi alla sorella disabile. Tortura è il reato ipotizzato nei confronti del poliziotto. Escluso quindi il tentato omicidio in questa ricostruzione.

Altri quattro agenti di polizia sono indagati per l’irruzione non autorizzata nell’abitazione di Hasib Omerovic. Falso e depistaggio tra le accuse, compresa l’alterazione e il falso nell’annotazione di servizio dopo il raid. Nelle loro prime risposte al gip hanno mentito.

L’agente di polizia, immediatamente e senza alcun apparente motivo, colpisce Omerovic con due schiaffi nella zona compresa tra il collo e il viso. “Non ti azzardare mai più a fare quelle cose, a scattare foto a quella ragazzina”, dice ad Hasib. Poi, preso un coltello da cucina, “lo brandiva all’indirizzo” dell’uomo”. A nulla è valso il tentativo di collaborare di Omerovic. Pellegrini, dopo aver sfondato la porta della sua stanza da letto gli ha legato i polsi con del filo elettrico strappato dal ventilatore, urlandogli in faccia e colpendolo con degli schiaffi. A quel punto Hasib, fotografato dagli agenti a torso nudo sia appena entrati che dopo aver costretto l’uomo a sedersi, si sarebbe gettato dalla finestra.

Abuso di potere, violenze, minacce, sono solo alcune delle contestazioni a Pellegrini, oltre al motivo, ancora ufficialmente non noto, dell’accanimento verso il 36enne Rom. Perchè in teoria tutto sarebbe iniziato con l’identificazione di Omerovic ma senza che nessuno l’avesse autorizzata.

“Compimento di plurime e gravi condotte di violenza e minaccia che hanno causato all’uomo, affetto da sordomutismo, un verificabile trauma psichico, in virtù del quale precipitava nel vuoto dopo aver scavalcato il davanzale della finestra della stanza da letto nel tentativo di darsi alla fuga per sottrarsi alle condotte violente e minacciose in atto nei suoi confronti”. Questo si legge nell’ordinanza.

“Condotte che lo hanno evidentemente traumatizzato e terrorizzato – scrive il gip – a tal punto da indurlo a trovare in qualche modo una via di fuga (o comunque un riparo) dalla finestra, sebbene posta a circa otto metri di altezza, al fine di sottrarsi alla situazione di assoggettamento”.

Se l’illegalità commessa dagli agenti di Polizia presenti nell’abitazione è chiara restano però da accertare due punti importanti. A partire dal motivo della presenza in casa dei poliziotti.

Le voci del quartiere da subito attribuivano ad Hasib di aver molestato con comportamenti poco corretti alcune ragazze della zona. Accuse respinte oltre che dai familiari di Hasib, che nel frattempo hanno dovuto cambiare casa per i problemi con i vicini razzisti, anche da altri abitanti del quartiere.

Pellegrini, dice l’accusa, avrebbe agito così per risolvere una “dinamica personale con metodi violenti”, ma ancora non è certo che ad aver subito le presunte attenzioni di Omerovic fosse qualche persona imparentata o legata in qualche modo a Pellegrini.

Anche se così fosse le responsabilità dell’arrestato e dei suoi complici non sarebbero meno gravi. Ma sullo sfondo restano le dichiarazioni a caldo della sorella di Omerovic, secondo cui Hasib non si sarebbe gettato da solo nel vuoto. Al momento non le hanno creduto e l’accusa non parla di tentato omicidio.

La finestra dell’abitazione di Hasib Omerovic

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