domenica, Giugno 16, 2024
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Censura in Uk per un articolo Usa critico verso l’esito di un processo

Lunedì scorso la celebre rivista statunitense New Yorker ha pubblicato un lungo articolo di 13.000 parole riguardante uno dei più significativi processi penali recenti nel Regno Unito, quello dell’infermiera Lucy Letby, condannata per l’omicidio di sette neonati. Scritto da Rachel Aviv, l’articolo solleva importanti interrogativi sulle prove presentate in tribunale e suggerisce che Letby, diffamata dai media, potrebbe essere vittima di un grave errore giudiziario.

Tuttavia, molti lettori britannici non possono accedere all’articolo tramite browser comuni a causa delle rigide restrizioni sulla cronaca giudiziaria in vigore in Inghilterra. Il New Yorker ha bloccato deliberatamente l’accesso all’articolo nel Regno Unito per conformarsi a un’ordinanza del tribunale che limita la copertura stampa dei procedimenti in corso. Violare tali regole potrebbe essere considerato “oltraggio alla corte”, punibile con multa o reclusione.

Né il New Yorker né Condé Nast, la sua società madre, hanno commentato la decisione. Tuttavia, un portavoce della rivista ha spiegato alla Press Gazette che il blocco è necessario per rispettare le normative inglesi che evitano l’influenza della giuria con informazioni esterne al processo.

Sebbene le restrizioni siano state inizialmente revocate dopo la condanna di Letby nell’agosto scorso, sono state reintrodotte a settembre quando il pubblico ministero ha annunciato un nuovo processo per un’accusa di tentato omicidio su cui la giuria non aveva raggiunto un verdetto. Il nuovo processo inizierà a giugno.

Letby ha richiesto di appellarsi contro le sue condanne, e la Corte d’Appello emetterà una decisione in seguito a un’udienza di tre giorni il mese scorso.

“Censorship” by Wesley Fryer is licensed under CC BY-SA 2.0.

In Gran Bretagna, chi tenta di accedere all’articolo del New Yorker online riceve un messaggio di errore, ma può comunque leggerlo nell’edizione stampata o tramite l’app mobile del New Yorker. Questo blocco parziale ha stimolato un dibattito sull’efficacia e il ruolo delle restrizioni alla cronaca nel sistema giudiziario inglese.

David Davis, deputato conservatore ed ex ministro, ha sollevato la questione in Parlamento, mettendo in discussione se la limitazione della copertura mediatica possa minare il principio di giustizia aperta. Ha sottolineato che, sebbene l’ordinanza del tribunale fosse ben intenzionata, potrebbe confliggere con la trasparenza pubblica della giustizia.

Alex Chalk, il ministro della Giustizia, ha risposto affermando che le ordinanze del tribunale devono essere rispettate e che una persona può chiedere al tribunale di revocarle. Ha aggiunto che i verdetti delle giurie devono essere rispettati e che eventuali appelli devono seguire il normale corso della legge.

John McQuaid CC BY-NC 2.0 DEED
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