giovedì, Giugno 20, 2024
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Classi separate per i leghisti

La prossima proposta sarà di buttare direttamente giù i disabili da una rupe e nessuno si stupirà più di tanto. Il generale Roberto Vannacci, candidato nella Lega di Matteo Salvini, con la sua proposta di tornare alle classi separate per i disabili ne ha sparata un’altra delle sue, in questo Bagaglino che fa da sfondo alla campagna per le elezioni europee 2024.

Soltanto che non fa ridere e non può essere presa alla leggera l’ennesima uscita alcolico/nazistoide di questo individuo. “Riecheggiano concetti in voga durante un periodo storico chiamato nazismo”, ha dichiarato la coordinatrice di Iv, Raffaella Paita.

Gli fa eco il responsabile diritti del Pd, Alessandro Zan: “La segregazione per le persone con disabilità. L’etnia come elemento qualificante. La visibilità delle persone Lgbtqia+ come colpa. Mussolini come statista. Dobbiamo fermarli”.

Ecco il punto: dobbiamo fermarli, perchè il limite è stato superato. e da molto tempo anche. Poco conta che il generale, per mancanza di prove, Vannacci sia presentato come un indipendente che suscita reazioni negative con le sue uscite persino dentro il partito che lo ha candidato e nel centrodestra.

Perchè è lo stesso partito che governa da molti anni, quello che trova normale far morire in mare i migranti, che porta in tribunale chi presta soccorso ai naufraghi, quello per cui gli italiani sono “di razza bianca” e si può continuare a lungo con queste che non sono soltanto affermazioni da bar, ma sono diventate leggi dello Stato sotto i nostri occhi.

Avendo avuto la fortuna di lavorare nelle prime cooperative di assistenza ai disabili prima e come assistente scolastico poi, ho potuto guardare negli occhi molte volte i ragazzi e le ragazze con problemi e, a parità d’importanza, i loro familiari.

Ho assistito all’intera trafila di cosa abbia significato per famiglie e disabili il passaggio dalla clandestinità, dalla loro reclusione in casa, nascosti come una vergogna al resto del mondo, al poter passeggiare con “i mostri”, come li chiamavano i generali Vannacci del passato, finalmente integrati nel territorio.

Con i commercianti che non si spaventavano più quando un disabile entrava nei loro locali, con le famiglie che finalmente potevano permettersi di andare a un cinema o a una cena dopo anni di segregazione dal resto del mondo, con i compagni di scuola che accoglievano con un sorriso e cercavano di rendersi utili a persone fino ad allora deprivate di affetto e senza veder riconosciuto il loro diritto allo sviluppo cognitivo.

Non è stato tutto rose e fiori, proprio no. Ci sono stati problemi, grossi e piccoli, e ci sono ancora. L’integrazione non arriva mai, non è un punto fermo, è un percorso in costante evoluzione. E i pregiudizi non solo permangono, ma come dimostra l’ennesima uscita del generale Vannacci trovano oggi chi ne fa un programma politico.

Non può esserci posto di rilievo in questa società per individui meschini come Vannacci, a sua volta strumentalizzato da politici cinici come Salvini, per acchiappare qualche voto nelle caverne. Deve esserci un fronte del rifiuto netto, anche soltanto di discutere gli elementi basilari della convivenza civile.

Se la Lega, la vera estrema destra italiana, molto più a destra e pericolosa di FdI, è davvero in disaccordo con Salvini e Vannacci li deve cacciare entrambi. Altrimenti non resta che mettere i leghisti in classi separate, loro sì, per essere rieducati. Un ragazzo o una ragazza che vive in casa di un leghista è un soggetto a rischio di deprivazione cognitiva, violando così il diritto dell’infanzia all’educazione civica.

Se accettiamo anche soltanto di discutere determinati diritti acquisiti faticosamente in decine di anni di sforzi e di lotte facciamo il gioco di questi nostalgici della rupe Tarpea. E stupisce in questo senso che non ci sia stata una vera e propria mobilitazione, oltre ai comunicati, del mondo della cooperazione e associativo.

Associazioni che per svolgere i loro servizi per i disabili hanno necessità di partecipare a bandi anche nelle amministrazioni locali a guida leghista e che potrebbero per questo temere ripercussioni nell’esprimere il loro dissenso forte, netto, senza ma e senza se.

Invece questo è davvero il momento di fermare tutto per un attimo. Perchè è proprio grazie al silenzio motivato da discutibili necessità di equilibri politici anche delle forze progressiste che si è arrivati a questo punto. Non contestare eccessivamente la perdita di diritti per paura di perderne altri non ha evitato la costante erosione dei diritti civili e non soltanto dei soggetti fragili.

Molte volte si sente dire che stiamo tornando al medioevo. È un falso storico. Noi siamo proprio esattamente nel presente, è questo il presente che viviamo, è nel presente che dobbiamo combattere e non in un tempo lontano. Isolare i leghisti mettendoli in classi separate può essere un buon inizio per ricominciare finalmente a parlare di civiltà.

Poi, siccome al principio del reinserimento ci crediamo davvero, poi, solo poi, assisteremo anche loro, cercheremo di reintegrarli in un tessuto sociale che nel frattempo si sarà disintossicato da questa valanga di merda con cui hanno ricoperto il Paese.

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