giovedì, Ottobre 6, 2022
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Cosa significa la povertà energetica nelle case degli italiani

Partendo dal rapporto Oipe, Osservatorio Italiano sulla Povertà Energetica, rapporto basato sui dati del 2021, precedenti quindi alla crisi in corso, l’associazione degli artigiani e delle piccole imprese di Mestre ha elaborato una proiezione molto concreta su quanto accadrà il prossimi inverno nelle case di milioni di italiani, che già non riuscivano ad utilizzare con regolarità l’impianto di riscaldamento l’anno scorso.

Se il riscaldamento, con l’inverno che si avvicina, colpisce di più nella lettura dei dati, va però spiegato che la povertà energetica significa anche ridurre o azzerare l’uso di lavatrice, lavastoviglie, forno, aspirapolvere e frigorifero. Il fenomeno della povertà energetica riguarda 9 milioni di persone a rischio, suddivise per regione.

Secondo lo studio il Sud, con una famiglia su tre in povertà energetica (tra il 24 e il 36%), e la Campania sono in testa in questa particolare classifica dovuta agli aumenti di gas ed elettricità. La famiglia “tipo” a rischio è quella composta da molte persone spesso in alloggi in cattivo stato di conservazione, con la maggior parte dei suoi componenti disoccupati, in maggior parte giovani e immigrati.

La Campania è la regione maggiormente in difficoltà con un numero delle famiglie che utilizza saltuariamente luce e gas che oscilla tra 519 mila e 779 mila, ma anche la Sicilia non è messa bene con le famiglie in difficoltà che si attestano tra le 481 mila e le 722 mila, seguita dalla Calabria tra le 191 mila e le 287 mila famiglie.

Se i dati al Centro sono di poco meno gravi del Sud, la situazione migliora spostandosi al nord. La fascia a rischio medio-basso di interrompere l’utilizzo di energia nel Lazio, in Piemonte, Liguria, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta.si aggira tra 10 e il 14% famiglie. Nella fascia a più basso rischio troviamo Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Trentino Alto Adige con famiglie in difficoltà tra il 6 e il 10%.

La Cgia di Mestre si sofferma naturalmente sui lavoratori autonomi e le partite Iva, che costituiscono la sua ragione sociale. Categoria già colpita con artigiani e piccole imprese che hanno visto in alcuni casi triplicare le bollette dei luoghi di lavoro. L’associazione spiega che queste categorie, la cui impresa è per la maggior parte composta da un solo dipendente sia penalizzata due volte dalla crisi, pagando gli aumenti delle bollette di luce e gas sia come utenti domestici che come piccoli imprenditori nei locali di produzione.

by Ben Andreas Harding
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