domenica, Giugno 16, 2024
HomeMondoCrescere a Tshikapa, dove i bambini lavorano nelle miniere di diamanti

Crescere a Tshikapa, dove i bambini lavorano nelle miniere di diamanti

A Tshikapa, nella provincia del Kasai, località della Repubblica Democratica del Congo, 60 km a nord del confine con l’Angola, nota per i suoi giacimenti di diamanti l’annunciata istruzione primaria gratuita stenta a concretizzarsi. I bambini, dai 6 ai 16 anni, sono costretti a lasciare la scuola per unirsi ai genitori nel lavoro massacrante nella cava di Braza.

Le principali attività economiche di Tshikapa, che ha circa 600 mila abitanti, sono l’agricoltura e l’estrazione di diamanti. Tshikapa è l’unica città della provincia con servizi amministrativi e ha un accesso limitato all’elettricità, al gas e all’acqua potabile.

Questi giovani, in età scolare, lavorano duro per rompere le pietre e trasportare sabbia e mattoni, un’attività chiamata localmente “kashola”. Le ragazze, anche minorenni, non vengono risparmiate da questa faticosa realtà. Lavorando in queste condizioni precarie, si espongono a maggiori rischi di violenza sessuale, infezioni e gravidanze precoci.

Anaclet Kena, un bambino di 11 anni, incarna la dura realtà di questi bambini sfruttati fin dalla prima infanzia. Ha raccontato la sua storia sulle pagine del quotidiano locale CongoActu. Tutta la sua famiglia fatica a coprire le tasse scolastiche ed è costretta a continuare in questo faticoso lavoro nonostante i pericoli e gli incidenti che possono verificarsi, come testimonia il ferimento di sua madre, vittima di un colpo di martello.

Nel 2020, la Commissione nazionale per i diritti umani del Kasai ha condotto un’indagine sul posto. Tuttavia, i risultati di questo studio non hanno ancora portato a misure concrete per sradicare lo sfruttamento di questi bambini.

Tshikapa non è stata risparmiata dalla grave crisi di sicurezza che ha scosso il Grande Kasai tra il 2016 e il 2018 con la ribellione di Kamuina Nsapu. La milizia è entrata in città all’inizio di dicembre 2016, provocando decine di morti e ingenti distruzioni prima di essere cacciata dalla città dalle forze armate statali arrivate come rinforzo da Kinshasa.

Nella sola provincia del Kasai, il conflitto ha generato circa 334.000 sfollati interni, di cui 250.000 nella stessa città di Tshikapa. Più della metà delle persone intervistate da una ONG nella provincia del Kasai affermano di aver visto le loro proprietà distrutte durante l’insurrezione.

Pochi giorni fa a Tshikapa è iniziato il processo contro gli ex miliziani Bana Mura, tra gli autori delle violenze di Kamuina Nsapu, con l’identificazione delle vittime da parte del tribunale militare dell’Ex-Kasaï-Occidental, riunito in un tribunale mobile.

In questo caso sono state identificate un centinaio di vittime, tra cui personaggi politici e militari, un ex vice governatore del Kasai e un alto ufficiale della polizia nazionale congolese.

Marc Makopo, coordinatore provinciale della ONG APJD, organizzazione della rete di protezione dei difensori dei diritti umani, ha denunciato che Il carcere centrale di Tshikapa, versa in uno stato di degrado molto avanzato, privo di servizi igienici e i prigionieri non hanno acqua potabile e cibo.

Tshikapa-Central-Prison, licensed under CC BY-SA 2.0.

L’8 maggio scorso l’Organizzazione della società civile per la pace (OSP) ha invitato il nuovo governatore del Kasai a collegare Tshikapa alle altre regioni del Kasai, per garantire la disponibilità di cibo nlella città e in altre parti della provincia.

Per tutti questi motivi d’instabilità sociale e politica, e nonostante un calo registrato negli ultimi due anni per le estrazioni diamantifere, l’intera popolazione di Tshikapa, soprattutto, purtroppo, i minori, resta legata al lavoro legato ai diamanti e alle miniere.

Due settimane fa, nella zona mineraria di Ikulu, situata a 7 chilometri dal comune rurale di Kamonia, nel territorio di Tshikapa, una frana nelle miniere di diamanti di Kamonia ha provocato un morto e tre feriti. In pieno giorno gli scavatori che lavoravano nelle miniere sotterranee comunemente chiamate “Majimba” sono stati sorpresi dalla frana. I sopravvissuti, salvati per un pelo, sono stati portati presso le strutture sanitarie locali per le cure.

11 mesi fa si era registrata una precedente catastrofe sempre all’interno delle stesse miniere, dove le misure di sicurezza sono assai carenti. Una precarietà insopportabile, resa ancora più pesante dallo sfruttamento della manodopera minorile. C’è una costante carenza di generi alimentari essenziali. I prezzi del cibo possono subire improvvisi rialzi senza alcuna spiegazione e senza interventi dselle autorità.

Tre anni fa il Ministero della Sanità Pubblica, dell’Igiene e della Prevenzione fu costretto a inviare un carico di 40 tonnellate contenente farmaci antidiarroici, dispositivi e altri prodotti medici e depurativi, come minicisterne e depuratori, per la realizzazione di punti acqua mobili.per garantire la cura delle persone colpite dagli effetti dell’inquinamento dei fiumi Tshikapa e Kasai. Una delle possibile cause d’inquinamento è legata alle sostanze utilizzate nella estrazione e lavorazione dei diamanti.

Nonostante la miniera di Mwanza sia una delle più importanti e pregiate fonti mondiali di diamanti, Tshikapa non tradisce nulla della ricchezza che si trova sottoterra. Nessuna strada è asfaltata, nemmeno la pista dell’aeroporto. Centinaia di minatori muoiono ogni anno a causa di crolli di tunnel, che vengono raramente denunciati.

Gli insegnanti delle scuole statali chiedono agli studenti di essere pagati per integrare i loro magri stipendi. Anche per questo motivo molti genitori scelgono di mandare i propri figli adolescenti nelle miniere.

Nel 2003 l’industria dei diamanti aveva istituito il Kimberley Process, un sistema di certificazione internazionale progettato per rassicurare i consumatori che i diamanti acquistati non provenivano da conflitti. Sono passati 21 anni, una riduzione c’è stata, ma le scappatoie burocratiche e legali per aggirare il Kimberley Process sono talmente tante, che i mercati internazionali continuano a vendere quei diamanti sporchi di sudore e sangue.

“Comptoir de diamants à Tshikapa” by DominiqueWisler is marked with CC0 1.0.

RELATED ARTICLES

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

ARTICOLI CORRELATI