mercoledì, Maggio 29, 2024
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Crotone, lo scandalo dei sopravvissuti

di Alfredo Facchini

La disperazione. La commozione. Le visite lampo delle istituzioni. I sommozzatori che cercano ancora almeno una trentina di dispersi.

Ma ad una settimana dal terribile naufragio di Cutro quasi nessuno si sta occupando del trattamento che lo Stato italiano sta riservando ai sopravvissuti.

Ecco la testimonianza di Francesca Sciurba, docente dell’università di Palermo e coordinatrice della “Clinica legale Migrazioni e diritti”, che ha visitato il “Cara” di Crotone.
«.Abbiamo aiutato noi, per due giorni, le brave assistenti sociali del Comune di Crotone a compilare i moduli per il rimpatrio delle salme. Un tavolino a poca distanza dalle bare per chiedere a papà che hanno perso la moglie e i figli, a figlie che hanno perso la madre, a fratelli che hanno perso una sorella e i suoi bambini di pochi anni, dove desiderassero che quei corpi venissero infine portati».

Ma al momento non ci sono notizie sui fondi destinati al trasporto di questi corpi.

I superstiti sono reclusi in due capannoni. Un hotspot improvvisato.

«Con la metà dei letti che servirebbero, gli altri dormono sulle panche. Donne e minori in mezzo agli uomini adulti. Il bagno in comune. Le pareti scrostate, nessun riscaldamento. Niente lenzuola. Niente scarpe chiuse.
Nemmeno la possibilità, essendo confinati lì se non per poche uscite programmate e scortate, di restare accanto alle bare e ai parenti venuti qui a Crotone da lontano per identificare e piangere i morti»

Uno sfregio.

Intanto si fa strada la possibilità che i parenti delle vittime possano intentare un’azione legale. Il dito è puntato sul capitolo soccorsi.

Chi doveva attivarsi e non lo ha fatto, e perché?

L’inchiesta deve ancora prendere slancio. Il procuratore di Crotone, fino a ieri, era ancora fuori sede per motivi familiari. Sconcertante.

Ma su questo signore, che di nome fa Giuseppe Capoccia, si è appreso un particolare ancora più imbarazzante: «Quando l’8 maggio 2008 Giorgia Meloni diventa Ministra per le politiche giovanili, è Capoccia che lei chiama come consulente giuridico. Vicecapo del legislativo del suo ministero» (Il Riformista).

Dunque, ad occhio, non sembra l’uomo di legge più indicato per presiedere un’indagine così delicata che chiama in causa il governo e organi dello Stato.

Intanto l’ultima vittima identificata è un bambino di 5 anni e mezzo, proveniente dall’Afghanistan. Nel naufragio hanno perso la vita la madre, il padre e due fratellini. A riconoscere il piccolo sono stati gli zii che sono arrivati dalla Germania.

Alfredo Facchini

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