mercoledì, Aprile 17, 2024
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Diritto d’asilo in Italia inattuato a causa delle lunghissime attese

In Italia il diritto di asilo è garantito dall’art.10 comma 3 della Costituzione: “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”. (dal sito del Ministero dell’Interno)

Il principio in teoria garantito dalla Costituzione italiana è però inattuato. Lo dimostra il rapporto appena pubblicato “Sfide nell’ottenimento del diritto all’asilo in Italia“, redatto da un consorzio che comprende International Rescue Committee Italia (Irc), Le Carbet, Mutuo Soccorso Milano, Naga, Asgi e Intersos.

Questa indagine dettaglia le problematiche incontrate nel tentativo di accedere al diritto d’asilo, grazie al contributo di diverse organizzazioni civili attive in vari settori in Italia, con una particolare enfasi su città quali Milano, Trieste, Torino, Imperia, Bologna, Firenze, Roma e Napoli.

Un focus specifico è rivolto a Milano, a causa delle numerose violazioni dei diritti umani subite dai richiedenti asilo e l’innovativa introduzione di un processo digitalizzato per l’accesso all’asilo.

Accedere alla procedura d’asilo a Milano è pressoché impossibile, spiegano i rappresentanti dell’associazione Naga. I ritardi e le barriere all’accesso al diritto d’asilo sono all’ordine del giorno, nonostante l’introduzione di un sistema di appuntamenti online che, teoricamente, avrebbe dovuto facilitare il processo.

Le associazioni criticano fortemente il sistema di prenotazione corrente, sottolineando come questi ritardi non solo violano un diritto fondamentale ma affidare la gestione degli appuntamenti al terzo settore e ai sindacati introduce un livello di discrezionalità inaccettabile.

L’obiettivo del rapporto è di esporre le barriere istituzionali incontrate dai richiedenti asilo, evidenziando le disparità territoriali ma anche la sistematicità di tali ostacoli. Vengono messe in luce le violazioni del diritto di richiedere protezione, identificando quelle che possono essere buone pratiche per suggerire soluzioni per facilitare l’accesso al sistema di asilo, rispettando la dignità dei richiedenti.

Il documento rileva che, a Milano e in altre città italiane, molti richiedenti asilo sono ostacolati nel loro diritto di chiedere protezione, con le questure che spesso li mettono in attesa indefinitamente. Ritardi rappresentano una violazione delle norme sull’asilo e lasciano le persone in condizioni di vulnerabilità, come evidenzia il rapporto.

L’introduzione di un nuovo sistema online a Milano il 5 aprile 2023 avrebbe dovuto alleggerire questi ostacoli, ma ha finito per spostare e non risolvere i problemi, rendendo le difficoltà meno visibili. Le nuove barriere digitali includono difficoltà di accesso, mancanza di informazioni multilingue e lacune del sistema online.

Secondo il rapporto, meno di un quarto delle persone che hanno tentato di usare il portale online sono riuscite a fissare un appuntamento autonomamente. Le organizzazioni senza scopo di lucro, che non ricevono sostegno finanziario, si trovano a gestire lunghe attese per aiutare le persone a navigare il sistema.

Le conseguenze di questi ostacoli sono severe: quasi la metà delle persone consultate non dispone di alloggio ed è impossibilitata a trovare lavoro o anche solo cibo.

Il rapporto conclude evidenziando che, nonostante il dialogo tra la società civile e le istituzioni abbia iniziato a affrontare alcune di queste problematiche, è necessario un impegno più deciso per superare gli ostacoli e garantire il diritto all’asilo.

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