mercoledì, Settembre 28, 2022
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Fbi e MI5 avvertono la Cina

Lo spionaggio cinese è in testa alle preoccupazioni di Fbi e MI5, servizi d’intelligence di Usa e Gran Bretagna, che avvisano il mondo industriale che Pechino è pronta a rubare i loro segreti tecnologici. “Vediamo costantemente che è il governo cinese a rappresentare la più grande minaccia a lungo termine per la nostra sicurezza economica e nazionale, e con “nostra” intendo di entrambe le nostre nazioni, insieme ai nostri alleati in Europa e altrove”, ha affermato il direttore dell’Fbi Christopher Wray. Lo riporta con grande rilievo il giornale del Partito Comunista Cinese Beijing News, senza però fare commenti.

Quello che ha colpito i cinesi non è stata la denuncia dello spionaggio, dell’hacking e della repressione del dissenso, che definisce “consuete preoccupazioni occidentali”. Pechino è apparentemente stupita dalla location dell’annuncio, presso la sede londinese dell’MI5. Il timore della Cina è quindi il rafforzamento del legame tra i i servizi statunitense e britannico. Un portavoce dell’ambasciata cinese a Washington, Liu Pengyu, ha respinto le accuse, affermando che la Cina “si oppone fermamente e combatte tutte le forme di attacchi informatici” e ha definito le accuse infondate.

C’è un passaggio tuttavia del discorso di Wray che ha messo in particolare allarme le autorità cinesi e riguarda la vicenda di Taiwan. Wray ha affermato che qualsiasi acquisizione forzata da parte di Pechino “rappresenterebbe una delle più orribili interruzioni degli affari che il mondo abbia mai visto”. Affermazione che contraddice il direttore dell’intelligence nazionale del governo degli Stati Uniti, Avril Haines, che la settimana scorsa aveva dichiarato che non c’erano indicazioni che il presidente cinese Xi Jinping fosse pronto a prendere Taiwan con la forza militare.

In questa chiave va letta la preoccupazione di Pechino, il rafforzamento dell’alleanza tra Washington e Londra tramite i due servizi d’intelligence farebbe pensare in fatti che i falchi del Pentagono siano al momento riusciti a prendere il sopravvento sull’ala moderata e più aperta verso il governo cinese. Wray ha anche spiegato “Non ho motivo di pensare che il loro interesse per Taiwan sia diminuito in alcun modo”, per poi specificare che ci sono segnali che i cinesi, forse traendo lezioni dall’esperienza della Russia dopo la guerra, hanno cercato modi per “isolare la loro economia” da potenziali sanzioni. “Nel nostro mondo, chiamiamo questo comportamento un indizio”, ha affermato Wray, esortando alla prudenza le aziende occidentali che cercano di fare affari in o con la Cina perchè gli investimenti occidentali potrebbero crollare in caso di invasione di Taiwan.

Il portavoce dell’ambasciata cinese ha ribadito che la questione di Taiwan è “puramente un affare interno della Cina” e ha affermato che quando si tratta di questioni sul territorio e sulla sovranità della Cina, il paese “non ha spazio per compromessi o concessioni”. “Non ci occupiamo solo di articolare i problemi, stiamo facendo qualcosa al riguardo, insieme all’MI5, allo stesso settore privato, con altri partner governativi”, ha affermato Wray.

Menwith Hill Surveillance Station
by tj.blackwell
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