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Francia: le Olimpiadi dello sfruttamento dei migranti

Il Presidente francese, Emmanuel Macron, si era impegnato a garantire che le Olimpiadi estive si svolgano in condizioni di sicurezza, evitando i rischi di costruzione e gli abusi sui lavoratori migranti che hanno oscurato la Coppa del Mondo di calcio 2022 in Qatar.

Poco prima dell’inizio dei Giochi a Parigi, Macron ha dichiarato che i preparativi sono stati un successo. “Abbiamo mantenuto le promesse fatte”, ha affermato Macron a febbraio.

Secondo i dati del governo, meno di 200 lavoratori sono rimasti feriti nei cantieri olimpici nei quattro anni di costruzioni e non si sono registrati decessi.

Tuttavia, i rapporti delle ispezioni e altri documenti rivelano che i cantieri olimpici sono stati più pericolosi di quanto ammesso dagli organizzatori, con alcuni progetti che non hanno rispettato gli standard di sicurezza essenziali.

Spesso, quando i lavoratori migranti senza documenti subiscono infortuni, questi non vengono adeguatamente registrati, rendendo così possibile che tali incidenti non vengano inclusi nelle statistiche ufficiali.

Anche le morti di lavoratori legalmente impiegati talvolta vengono escluse dalle statistiche olimpiche. Ad esempio, la morte di due lavoratori nel progetto della metropolitana, descritto dall’ex ministro dei trasporti di Macron come “vitale per le Olimpiadi”, non è stata inclusa nel conteggio totale.

In un caso, un uomo è stato ucciso da un camion mentre lavorava alla costruzione di un bacino per le competizioni di nuoto nella Senna, ma la sua morte è stata categorizzata diversamente e quindi omessa dalle statistiche olimpiche.

Il governo francese delimita in modo stretto quali incidenti siano conteggiati come parte delle Olimpiadi, escludendo ad esempio la Pleyel Tower e un gigantesco ponte pedonale, nonostante questi progetti siano considerati centrali nell’ambito olimpico.

In un settore dove gli infortuni sono quasi inevitabili, i dati francesi risultano insolitamente puliti. Per esempio, il governo di Marsiglia ha riferito che non si sono verificati infortuni minori in due anni di lavori di dragaggio e costruzione della Marina Olimpica.

Lavoratori, rappresentanti sindacali e alcuni ispettori del lavoro denunciano che questa situazione fa parte dello sforzo di Macron di mostrare la Francia sotto una luce positiva durante le Olimpiadi. “Questo permette di affermare che la Francia non è come il Qatar”, ha detto Simon Picou, rappresentante sindacale degli ispettori del lavoro.

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Le interviste e i documenti mostrano che i lavoratori migranti senza documenti hanno avuto un ruolo molto più ampio e pericoloso nella realizzazione delle Olimpiadi di quanto ammesso dal governo Macron. Molti di questi lavoratori hanno raccontato di essere stati costretti a svolgere mansioni rischiose per lunghe ore senza l’equipaggiamento di sicurezza adeguato.

Questa situazione è particolarmente critica per Macron, dato che il suo governo ha affrontato pressioni per reprimere l’immigrazione clandestina, tagliando i fondi per le ispezioni e abolendo i comitati di sicurezza aziendali. I cambiamenti avevano l’obiettivo di semplificare la burocrazia francese, ma i sindacati e gli ispettori del lavoro sostengono che abbiano reso il lavoro più pericoloso.

Sebbene la Francia non abbia registrato tanti infortuni quanto il Qatar, Macron ha promosso una campagna per assicurare che le Olimpiadi siano sicure, umane e maestose, coinvolgendo sindacati e datori di lavoro in promesse di mantenere condizioni di lavoro sicure.

L’ufficio di Macron ha smistato le domande sulle condizioni di lavoro e sul conteggio degli infortuni ad altre agenzie, mentre i lavoratori migranti senza documenti hanno descritto di essere stati incoraggiati dai loro datori di lavoro a non denunciare gli infortuni o a non cercare assistenza medica. Alcuni lavoratori, infatti, hanno raccontato di essere stati licenziati o pagati per non parlare dopo essere stati infortunati.

Le autorità e i rappresentanti sindacali continuano a lottare per una maggiore trasparenza e sicurezza nei cantieri olimpici, evidenziando la necessità di un cambiamento significativo per proteggere tutti i lavoratori, specialmente quelli più vulnerabili.

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