domenica, Giugno 16, 2024
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Franco Di Mare, il Mesotelioma, l’Amianto e l’Uranio impoverito

di Ripley Free (Anna Di Vito)

Impossibile conciliare la nostra posizione etica e umana con movimenti che campano di frustrazione ed ignoranza.
Il MESOTELIOMA si contrae a contatto con amianto, uranio impoverito e polvere sottili metalliche.

Ma coloro che vogliono per forza calpestare la reputazione e la credibilità di Franco Di Mare come giornalista ed inviato di guerra per intercettare le cause della sua morte non per uranio e amianto, o addirittura per TALUNI che ritengono che la morte di un giornalista sia di minore prestigio rispetto ad un militare, qualifica l’inqualificabile irricevibilità di argomentazioni faziose, crudeli, livide e boriose.

Nel frattempo Franco è morto per omissione di Stato.

Di questo argomento parleremo anche nel nostro convegno organizzato dal mio Staff per il libro di Carlo Calcagni a Nocera Inferiore il 4 di luglio (come Nati il 4 di luglio, film e romanzo…) ricordando Franco Di Mare che avrebbe voluto parteciparvi. (Il colonnello Carlo Calcagni, atleta paralimpico, soffre di varie patologie multiorgano dopo l’esposizione all’uranio impoverito in Bosnia nel 1996, ndr).

In quell’ occasione lo ricorderemo legandolo alle tematiche della presentazione del libro di Carlo Calcagni coadiuvati dal supporto del documento della Interrogazione Parlamentare depositata da Franco Mari di cui ci parlerà Tonino Scala, degli aspetti più inquietanti e di spessore intellettuale di tali questioni attraverso l’ ottimo Luigi Gravagnuolo, e non ultimo per importanza, analizzeremo l’ argomento passando per l’ enorme conoscenza medica e scientifica di un dottore come Gerardo Torre. E non taluni sedicenti medici in cerca di autore.

Infatti le forzature delle narrazioni post vaccinali da applicare a tutti indiscriminatamente al solo scopo propagandistico mi fanno vergognare di aver accompagnato questi movimenti nelle loro battaglie, lecite e legittime, FINCHÉ erano tali.

Non a caso ogni volta che nel tempo sono diventate fantasiose e goffe, integraliste ed autoreferenziali, ne abbiamo preso le distanze. Questi signori suppongono che la visibilità debba fondarsi su queste dinamiche che DEBBANO accontentare le folle. Costi quel che costi.

Folle dentro le quali sono sempre stata ma allontanandomi sempre dal Trash. Soprattutto quando il Trash diventa improponibile e disumano.

Come ho rapidamente accennato in un video di questi giorni dedicato all’ amico Franco Di Mare, la visibilità mia e del mio gruppo si accompagna solo ed esclusivamente a ciò che abbia logiche di attendibilità e dunque il social era ed è un mero spazio pubblicitario per il lavoro fuori da esso. Diversamente questo mio approccio all’ epoca degli affanni incostituzionali fu molto utile a tante categorie afflitte dalle imposizioni e dalle omissioni governative. Costoro mi chiedevano aiuto in privato. E noi ci rendevamo SEMPRE DISPONIBILI.

Così ho potuto selezionare le persone giuste equilibrando la mia ricetta di comunicazione che amplifica il prestigio delle mie competenze e potenzialità che si coniugano ANCHE col social. Ma non SOLO col social, come ad uso e costume di costoro.

Il social è strumento di democrazia incontrollabile se non per algoritmi per cui può illudere l’ ultimo dei GRETTI di essere depositario di competenza e conoscenza misurandole coi like. O con folle di inquadrati agli schemi che presenziano ai loro convegni. Un po’ alla 1984 ( film e romanzo) di cui loro parlano senza sapere bene che si sono trasformati nei terroristi contro cui loro stessi hanno combattuto.

Queste stesse persone poi si lamentano dell’ epoca che ci travolge verso un precipizio di vuoto disumano perché vittime di un terrorismo che loro stessi adoperano senza freni etici.
La novità è che proprio chi lavora come noi, nel precipizio dell’ incompetenza faziosa non ci finisce Mai.

P.s.
Il pezzo è scritto VOLUTAMENTE con un lessico mediamente complesso, perché anche basta di decodificare per chi CONTA I LIKE e non ha un lavoro concreto fuori.
Continuate a fare le vostre scelte.
Vi auguriamo lontano dal Trash e dai precipizi.
Nel link la trattazione del mesotelioma.
Ad maiora sempre
Sic transit gloria mundi

FreeRipleyStaff SentinelleAntiTrashdiRipleyFree

https://m.my-personaltrainer.it/salute/mesotelioma-amianto-sintomi-sopravvivenza.html

IL TAR UMBRIA CONDANNA IL MINISTERO DELLA DIFESA A RISARCIRE LA VEDOVA DI UN MILITARE MORTO PER L’ESPOSIZIONE A MATERIALI PERICOLOSI

Uranio impoverito e vaccinazioni tra le cause della morte di un medico militare, per il TAR il Ministero DEVE PAGARE
Accolto il ricorso della vedova, ma i giudici: “Tre milioni di euro sono troppi, la Difesa deve ricalcolare la somma in base alle tabelle di legge”
L’ufficiale medico aveva partecipato a molte MISSIONI all’estero ed era morto a seguito di una PATOLOGIA sviluppata per essere entrato in contatto con MATERIALE PERICOLOSI durante il servizio.
Una malattia RICONOSCIUTA dalla CORTE DEI CONTI nel giudizio pensionistico, ma che il Ministero non ha MAI pagato.
Così i familiari si sono rivolti al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria per chiedere il pagamento del “RISARCIMENTO dei danni non patrimoniali (biologici, morali ed esistenziali) subìti … per la mancata informazione in merito ai rischi relativi all’attività lavorativa svolta” dal militare deceduto “nonché per la MANCATA predisposizione di qualsivoglia mezzo di PRECAUZIONE e/o di protezione individuale, che siano stati cause e/o concause nell’insorgenza e nell’eventuale accelerazione del decorso causale della patologia”.
LA CORTE DEI CONTI HA RICONOSCIUTO nelle “particolari condizioni ambientali ed operative di missione” le cause dell’insorgere della patologia mortale e riconosciuto un risarcimento “nella misura complessiva di 3.000.000 di euro” a favore della vedova dell’ufficiale.
Secondo la sentenza l’ufficiale avrebbe “effettuato FREQUENTISSIMI spostamenti nei luoghi interessati durante il conflitto da bombardamenti con munizioni contenenti uranio impoverito, operando SENZA alcun dispositivo di protezione (guanti, mascherine, ecc) DALL’INALAZIONE delle polveri contenti metalli pesanti prodotte dalla COMBUSTIONE delle MUNIZIONI utilizzate durante i COMBATTIMENTI” e sarebbe anche stato sottoposto “ad una MASSIVA PROFILASSI VACCINALE, che, unita all’innegabile STRESS PSICO-FISICO caratteristico di tali missioni, gli avrebbe indotto una IMMUNOSOPPRESSIONE potenzialmente agevolatrice del successivo sviluppo della malattia”.
Il Tribunale amministrativo DELL’UMBRIA ha accolto la domanda della vedova e ha imposto al Ministero di pagare il RISARCIMENTO, ma non di 3 milioni di euro, bensì di avanzare una PROPOSTA ECONOMICA che tenga conto delle tabelle previste dalla legge. In caso di “disaccordo le parti potranno rivolgersi al presente Tribunale con RICORSO PER OTTEMPERANZA”.

di Ripley Free (Anna Di Vito)

Serbatoio di esafluoruro di uranio (impoverito), con evidenziata una perdita.
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