domenica, Giugno 16, 2024
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Germania: divieto di esporre la bandiera dell’Urss il 9 maggio

Maggio porta con sé non solo la promessa di giornate più calde, ma anche il solenne ricordo di eventi storici che hanno cambiato il corso della storia del XX secolo. Tra questi, il 9 maggio segna il 79° anniversario della Vittoria sul Nazifascismo in Europa, una data che assume un significato particolare nell’Europa orientale.

In particolare, in Russia e nelle ex repubbliche sovietiche, questo giorno è commemorato come il giorno della vittoria sulla Germania nazista, celebrato un giorno dopo la maggior parte dell’Europa occidentale a causa delle differenze di fuso orario.

Nel 2024 In Germania, dove la guerra si concluse con l’ingresso dell’Armata Rossa sovietica a Berlino, si terrà una iniziativa a Neukölln cerca di ricondurre queste commemorazioni a un contesto più riflessivo e inclusivo. Si terrà un evento per onorare coloro che hanno combattuto il fascismo, con un’attenzione particolare al ruolo delle donne, spesso trascurato nelle narrazioni storiche. L’obiettivo è fornire una prospettiva femminista sulla cultura della memoria antifascista.

Parallelamente, il giorno della vittoria sarà segnato da una marcia a Berlino da Ostkreuz fino al memoriale nel Treptower Park, un luogo che racconta una delle narrazioni più potenti della Seconda Guerra Mondiale: l’assalto e la cattura di Berlino da parte dell’Armata Rossa.

“1945, Berlin, captured german soldiers 3 (boys from Hitlerjugend, i think)” by Porco-Rosso is marked with Public Domain Mark 1.0.

Ogni anno, migliaia di persone si radunano al Monumento ai caduti sovietici nel Treptower Park e ai memoriali nel Tiergarten e Schönholzer Heide, testimoniando l’immenso sacrificio dei soldati sovietici. Tuttavia, la polizia ha preso misure per garantire che le celebrazioni rimangano rispettose e prive di simboli controversi, in particolare in un periodo in cui simboli come i nastri di San Giorgio sono diventati associati alla politica contemporanea russa.

Quest’anno però, oltre alla bandiera dell’Unione Sovietica, simbolo dell’era che vide l’Armata Rossa liberare l’Europa orientale dal nazismo, è stata sorprendentemente bandita dai luoghi commemorativi anche la bandiera della Russia, un riflesso delle tensioni attuali e della complessità della memoria storica in un contesto di conflitto geopolitico attuale.

Queste tensioni evidenziano le sfide di commemorare un passato complesso e multifaccettato, dove la memoria storica deve essere bilanciata con sensibilità e consapevolezza politica. Le commemorazioni di maggio a Berlino rimangono un momento cruciale per riflettere non solo sul passato, ma anche sulle lezioni che continuano a informare il presente.

La battaglia di Berlino fu una delle ultime grandi offensive del teatro europeo durante la Seconda Guerra Mondiale, culminata nelle ultime settimane di aprile del 1945. L’Armata Rossa, sotto il comando di Georgij Žukov e Ivan Konev, aveva circondato la città, preparandosi a un assalto finale contro quello che rimaneva delle forze naziste.

Il 16 aprile 1945 iniziò l’offensiva finale con un massiccio bombardamento di artiglieria da parte delle forze sovietiche, seguito da un’avanzata su vasta scala. Berlino era difesa disperatamente, ma in modo disorganizzato, da un miscuglio di soldati regolari tedeschi, unità delle Waffen-SS, membri della Hitlerjugend e anziani della Volkssturm. Nonostante la tenace resistenza, le forze sovietiche avanzarono implacabilmente, combattendo feroci battaglie casa per casa.

Il 2 maggio 1945, il generale Helmuth Weidling, comandante della guarnigione di Berlino, firmò la resa incondizionata della città. Questo evento segnò de facto la fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa, con la capitolazione ufficiale della Germania che avvenne pochi giorni dopo, l’8 maggio 1945.

“Battered Brandenburg Gate in 1945” by stoixeia is licensed under CC BY 2.0.
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