mercoledì, Luglio 17, 2024
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Gli adolescenti e le sostanze. Boom di psicofarmaci presi dal cassetto di casa

In Parlamento, senza grande pubblicità, è attiva la Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza. Questa ha avviato una “Indagine conoscitiva sul degrado materiale, morale e culturale nella condizione dei minori con focus sulla diffusione di alcool, nuove droghe aggressività e violenza.

Una indagine conoscitiva interessante che seguiremo con attenzione data la rilevanza del tema ma nel frattempo dalle prime audizioni avvenute sono emersi dati interessanti da quanto esposto in audizione da Don Riccardo Pincerato, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della CEI, da Emanuela Vinai, coordinatrice del Servizio nazionale per la tutela dei minori della CEI.

Secondo i dati dell’European school survey project on alcohol and other drugs (ESPAD), riportati nella relazione della Federazione italiana delle comunità terapeutiche (FICT), circa un terzo dei giovani in età scolare tra i quindici e i diciannove anni ha dichiarato di aver usato sostanze illegali almeno una volta.

La rete dei servizi FICT segnala che i numeri reali potrebbero essere ancora più elevati, con casi di dipendenza osservati già a partire dai dodici o tredici anni.
Circa il consumo di sostanze illegali, nel nostro Paese il 28 per cento dei ragazzi tra i quindici e i diciannove anni, quelli che frequentano le scuole superiori, usa o ha usato sostanze stupefacenti.

Nel 2021 era poco più del 18 per cento. Il primo uso avviene solitamente tra i tredici e i diciassette anni, nel 2020 era tra i quattordici e i diciotto.

Aumenta la percentuale di coloro che hanno utilizzato sostanze stupefacenti per la prima volta a quattordici anni o meno, dato che passa dal 27 per cento nel 2018 al 33 per cento nel 2022. C’è un forte ritorno all’uso dell’eroina: 320.000 ragazzi hanno fumato o sniffato o si sono iniettati il derivato dell’oppio.

Non indifferenti sono i dati del consumo di sostanze legali, sempre dalla fonte del rapporto ESPAD 2023: 780.000, pari al 33 per cento della popolazione studentesca, sono gli studenti tra i quindici e i diciannove anni che si sono ubriacati nell’ultimo anno; 730.000, pari al 30 per cento della popolazione studentesca, sono gli studenti che hanno fatto binge drinking (abbuffata alcolica); 460.000, pari al 19 per cento, sono gli studenti che hanno fatto uso nella vita di psicofarmaci.

Il dato più rilevante è quello osservato fra le studentesse di quindici e sedici anni, che presentano prevalenze di consumo uguali o superiori ai coetanei per quanto riguarda l’uso di cannabinoidi, NPS, cocaina e oppiacei.

Il 2022 ha fatto, inoltre, registrare il sorpasso dei consumi femminili su quelli maschili per quanto riguarda l’utilizzo di tabacco ed eccessi alcolici, dato che si va a sommare al consumo di psicofarmaci senza prescrizione medica.

La pandemia di COVID-19 ha esacerbato le fragilità psicologiche e sociali, portando a un aumento dei disturbi mentali e, di conseguenza, all’uso di sostanze come meccanismo di coping.

L’OMS ha certificato una chiara correlazione tra salute mentale e dipendenze, evidenziando un aumento delle malattie mentali e neurologiche globalmente. I ragazzi tra i quindici e i diciannove anni che fanno uso di sostanze illegali si avvicinano al milione.

Quello che più impressiona è che, accanto alle sostanze classiche, sono in aumento altre sostanze che accompagnano la vita degli adolescenti. La pandemia ha accelerato l’uso di psicofarmaci senza prescrizione, «per sentirsi meglio», riferiscono i ragazzi.

Alcuni ne fanno uso per dimagrire, altri per avere una situazione di serenità. Ma esistono anche i ragazzi che assumono stimolanti per migliorare il rendimento scolastico.

Secondo i dati della FICT, tra gli studenti che hanno assunto psicofarmaci senza prescrizione medica nel 2022 il 40,8 per cento li ha reperiti a casa propria, il 27 per cento su internet, il 20 per cento a casa di amici, il 18 per cento si è rivolto al mercato della strada, il 13 per cento a uno spacciatore.

Nel 2022 tra le motivazioni più comunemente riferite dai consumatori di psicofarmaci si trova lo stare meglio con sé stessi, indipendentemente dalla tipologia di farmaco considerata.

Le politiche di prevenzione ed educazione rispetto alle persone più fragili, sono esse stesse fragili. Le politiche di prevenzione e i percorsi educativi attuali sono spesso insufficienti o mal strutturati.

A detta degli auditi nella Commissione, è necessaria una revisione profonda dell’intero sistema educativo e un maggiore investimento in percorsi preventivi fin dalla prima infanzia. Occorre ripensare al modello educativo di intervento proiettando sul futuro e non fondandolo esclusivamente sulle esigenze, pure importanti, del qui e ora, improntando i percorsi educativi e preventivi sull’aspirazione di futuro e non sulla cura di fallimento.

Non di minore importanza la questione della criminalità minorile. Il report «Criminalità minorile in Italia 2010-2022», curato dal servizio analisi criminale della Direzione centrale della polizia criminale nell’ottobre 2023, afferma che in Itallia i crimini commessi da minori sono cresciuti del 15,34 per cento dal 2010 oggi. In particolare, le restrizioni post Covid e, mai dimenticarla, la crisi economica, sembra che negli ultimi anni abbiano favorito focolai di tensione fra i ragazzi.

Fra il 2021 e il 2022 i dati mostrano una crescita evidente delle segnalazioni per minaccia (33 per cento), per rissa (57 per cento), per percosse (35 per cento). Sono da segnalare anche le rilevazioni sulle segnalazioni per violenza sessuale, che aumentano del 6,59 per cento nei dodici anni presi in esame, per omicidio volontario consumato e tentato, che aumentano del 18 per cento, da 95 segnalazioni nel 2010 a 113 nel 2022.

In tale contesto al di là delle cifre, il report ci consegna un’affermazione drammatica, che dovrebbe e deve far scattare un livello di attenzione ancora più alto sul fenomeno, in quanto i crimini commessi da minori avvengono con episodi che dimostrano la totale assenza di empatia nei confronti della vittima.

Questa è una considerazione dirompente, che vede una conferma in fin troppi fatti di cronaca, soprattutto legati ad aggressioni a sfondo sessuale, in cui i minori sono protagonisti in negativo, e che non può non interrogarci e non portare tutti ad una maggiore responsabilizzazione, in tutti gli ambiti, familiari, sociali, e della formazione, ma vedo che questi temi non sono nelle agende politiche se non nelle cronache dei giornali. .

Massimo Pasquini
Massimo Pasquini
Massimo Pasquini è stato a lungo segretario Nazionale dell'Unione Inquilini
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