domenica, Giugno 16, 2024
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Gustavo Gorriti, giornalista peruviano scomodo, indagato

La lotta per la verità è una melodia a cui Gustavo Gorriti, 76 anni, caporedattore di IDL-Reporteros, un sito investigativo peruviano noto per aver divulgato storie di corruzione che coinvolgono persone potenti in Perù, ha prestato orecchi e penna da decenni. Non è solo una voce nell’eco delle montagne andine, è un baluardo contro l’oscurità che ha avvolto il suo paese.

Nel cuore degli anni ’90, Gorriti aveva sperimentato il terrore più oscuro che il potere politico poteva orchestrare. Rapito da un oscuro squadrone della morte che faceva capo a un presidente discusso come Alberto Fujimori. Gorriti era sopravvissuto a quell’oscurità per portare alla luce la corruzione e gli abusi dei diritti umani del governo Fujimori.

Le sue parole avevano fatto tremare i pilastri del potere, facendo cadere presidenti e rivelando i segreti più oscuri dei corridoi del potere. Ma non è uno che guarda al passato Gorriti, di recente ha denunciare uno scandalo chiamato “Operazione Carwash” che ha portato all’arresto e alle dimissioni di funzionari governativi in ​​tutta l’America Latina.

Ma ora un’ombra minacciosa si staglia nel suo orizzonte. Il procuratore generale del Perù lo ha segnato come bersaglio, accusandolo di corruzione. Gorriti si è ribellato, negando con fermezza le accuse che pesavano sulle sue spalle.

Non è la prima volta che i potenti del suo Paese cercavano di piegarlo sotto il loro giogo. Ma questa volta l’aria sembrava diversa, carica di una tensione palpabile che sibila tra i vicoli polverosi di Lima.

Le sue indagini hanno scalfito le fondamenta del potere, rivelando i segreti oscuri nascosti sotto il tappeto dell’indifferenza politica. Adesso accanto a lui, giornalisti e difensori della libertà di parola sono pronti a stringersi per affrontare questa battaglia per la libertà di stampa, dove l’ombra del potere in Perù si allunga sempre di più, minacciando di soffocare le voci libere del giornalismo.

Negli ultimi due anni, la classifica del Paese è crollata rispetto all’indice della libertà di stampa gestito da Reporter Senza Frontiere. È sceso a 77 da 125: il calo più grande di qualsiasi altro paese dell’America Latina.

Un recente studio condotto da Freedom House, un’organizzazione per i diritti umani che valuta i livelli di libertà nei paesi di tutto il mondo, ha abbassato lo scorso anno la valutazione del Perù da “libero” a “parzialmente libero”.

Negli ultimi due anni, nella classifica della libertà di stampa stilata da Reporter Senza Frontiere, il Perù è passato dalla posizione 77 alla 125: il calo più grande di qualsiasi altro paese dell’America Latina.

Artur Romeu, direttore dell’ufficio per l’America Latina di Reporter Senza Frontiere, ha affermato che è “sorprendente che abbiano fatto un passo del genere contro uno dei giornalisti più riconosciuti”.

Gorriti non accetta di piegarsi di fronte a questa tempesta, nemmeno adesso che è reduce da un ciclo di chemoterapia che ne ha indebolito il fisico forse, ma non lo spirito.

Secondo il rapporto del 2023 dell’Associazione Nazionale dei Giornalisti, diversi media, tra cui Expreso e Willax Televisión e il collettivo La Resistencia hanno lanciato una campagna di discredito contro l’attività giornalistica di Gustavo Gorriti, accusandolo di lavorare soltanto per screditare i politici di destra.

Il tentativo della Procura peruviana di rivelare le fonti d’informazione di Gorriti ha risvegliato un’ondata di solidarietà internazionale da parte della comunità giornalistica e delle organizzazioni in difesa della libertà di espressione.

Knight Center for Journalism in the Americas, University of Texas at Austin CC BY-SA 4.0
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