lunedì, Settembre 26, 2022
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Houston stavolta ha risolto un problema

di Ingo Geiger*

Una fila di tende fuori dalla strada principale, baracche fai-da-te di lamiera ondulata all’ombra delle principali catene di supermercati, gente che vive nelle proprie auto. Immagini tutt’altro che rare, soprattutto nelle grandi città americane. Cosa sta succedendo nella terra delle opportunità?

San Francisco, New York e Los Angeles: sempre più numerosi i senzatetto

Un americano su 14 diventa senzatetto almeno una volta nella vita. Molti di loro solo per poche settimane. Più del 40% ha un reddito regolare, ma c’è anche chi è permanentemente senza casa. Ci sono molte ragioni per cui i senzatetto diventano permanenti: a volte si tratta di esperienze traumatiche, malattie mentali o dipendenza. Ultimamente, l’aumento di precarietà nel lavoro, gli alloggi diventati troppo cari e la mancanza di sicurezza sociale stanno portando sempre più persone a ritrovarsi senza una casa. La crisi su scala nazionale degli oppioidi agisce da catalizzatore.

Texas, California, New York, Washington e Florida: il 57% dei senzatetto si concentra in questi 5 stati. Non sorprende che i senzatetto siano in gran parte un problema urbano. A differenza di Los Angeles, New York e San Francisco, Houston è riuscita a invertire la tendenza. Negli ultimi dieci anni, la città ha aiutato 25.000 senzatetto. Qual è il concetto alla base del successo?

La ricetta del successo di Houston si chiama “La casa innanzitutto”: ai senzatetto viene assegnato un alloggio, senza vincoli

Una ricetta molto semplice: i senzatetto vengono portati direttamente via dalle strade e viene loro assegnato il proprio appartamento, senza vincoli. Non è necessario partecipare a programmi per uscire dalla dipendenza da droghe, né trovare chissà quale Dio e persino procurarsi un lavoro è secondario. Le persone colpite ottengono una nuova casa, un po’ di sicurezza e una seconda possibilità. Nella maggior parte dei casi, funziona: più di ¾ degli ex senzatetto ritrovano la strada per reinserirsi nella società.

Il programma è finanziato da un mix di fondi federali, statali, provinciali e cittadini. Entro il 2025 dovrebbero essere stanziati altri 100 milioni di dollari. Il sindaco di Houston Sylvester Turner vuole ulteriormente dimezzare il numero dei senzatetto entro quella data. La sfida più grande è trovare un alloggio adatto, ha detto Turner, ma si sta lavorando con le organizzazioni e le imprese locali. La Finlandia ha adottato lo stesso approccio per ridurre il numero dei senzatetto nelle sue città.

by Colin Davis Studio

La legislazione HEARTH promossa dall’amministrazione Obama prevede che le organizzazioni lavorino insieme

Dieci anni fa, Houston era tra le città con il più alto numero di senzatetto del Paese. I senzatetto dovevano attendere in media 760 giorni per avere un alloggio e passare attraverso 76 procedure burocratiche. Oggi basta poco meno di un mese perché un senzatetto possa ottenere l’assegnazione del proprio alloggio. La Legge HEARTH (acronimo che corrisponde al progetto di Assistenza per l’Emergenza dei Senzatetto mediante Rapida Soluzione Abitativa) varata dall’amministrazione Obama, ha svolto un ruolo cruciale in questo cambiamento.

“Non siamo qui per risolvere il problema della povertà, o quello di abitazioni a prezzi più accessibili” ha detto Ana Rausch, vice direttrice della Coalizione per i senza casa. “Siamo qui per portar via dalle strade i senzacasa.” E sembra che il piano abbia avuto successo.

La legge è in vigore dal 2012 e vincola l’assegnazione dei finanziamenti al concetto “Housing First” (la Casa Innanzitutto). Richiede inoltre alle organizzazioni di collaborare coordinate da un’agenzia capofila. Nella Contea di Harris (Houston), la Coalition for the Homeless è stata designata come tale. Sotto il suo ombrello, lavorano insieme più di 100 organizzazioni locali e regionali. Tra queste ci sono fornitori di servizi, organizzazioni non profit e aziende. Condividono lavoro, informazioni e finanziamenti. Insieme, invece che in costante competizione. Ciò contribuisce in modo significativo al successo del progetto.

Assegnazione degli alloggi in base all’indice di vulnerabilità: non tutti i senzatetto vengono aiutati

Ma anche nell’area metropolitana di Houston non tutti i senzatetto ricevono un alloggio. Solo nel 2021 sono state respinte 50.000 domande. I candidati sono giudicati in base a un “Indice di Vulnerabilità” a livello federale per prevenire arbitrarietà e discriminazione nelle procedure di assegnazione. Solo chi viene classificato come “in grave pericolo” riceve un alloggio permanente. Per chi non rientra in questa classifica, sono previsti comunque buoni pasto, sussidi per l’affitto o assistenza sociale: è già qualcosa, ma di solito non basta. L’Indice di Vulnerabilità è definito sulla base di un questionario a cui le persone interessate devono rispondere. In base alle loro risposte, vengono poi classificate. Con la classificazione più alta, i beneficiari ricevono non solo un alloggio, ma anche denaro per l’affitto, cibo e altre necessità. Vengono inoltre affiancati da assistenti sociali che li aiutano nei primi passi per reintegrarsi nella società, sia che si tratti di trovare un lavoro, di affrontare la vita di tutti i giorni o di cercare un aiuto terapeutico. La maggior parte dei senzatetto di Houston, tuttavia, è classificata come “temporaneamente a rischio” e riceve un alloggio per un solo anno. Anche in questo caso, l’affitto è coperto. Le statistiche mostrano che dopo quest’anno, ¾ dei destinatari sono in grado di andare avanti con le loro gambe.

Il concetto “Housing First” allevia i sintomi, ma non cura le cause

Benché Houston abbia fatto passi da gigante, il concetto “Housing First” allevia i sintomi, ma non le cause. Sfortunatamente la povertà non è la sola ragione che porta un individuo a diventare senzatetto. Sono molti gli americani che si trovano molto vicini a quella condizione: spesso basta una prolungata permanenza in ospedale, o un improvviso conto da pagare. Quello che manca è un ‘welfare state’ che funzioni, centri di accoglienza e servizi di consulenza sufficienti. Chiunque voglia combattere la povertà in America deve affrontare il razzismo strutturale, deve riformare l’assistenza familiare e sociale, deve aumentare i salari e deve curare la salute mentale della nazione. Questa è almeno l’opinione del New York Times in un approfondito rapporto su questi problemi.

Traduzione dall’inglese di Daniela Bezzi e revisione di Anna Polo su https://www.pressenza.com/it/2022/07/houston-aiuta-25-000-senzatetto-a-trovare-casa/

*l’articolo originale di Ingo Geiger proviene da https://scoop.me/houston-homelessness/

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