mercoledì, Aprile 17, 2024
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I disabili sono maggiormente a rischio di povertà in Europa

Un’indagine condotta in 34 nazioni europee rivela che gli individui senza disabilità presentano minori probabilità di vivere in condizioni di povertà rispetto a coloro che sono affetti da disabilità.

Circa 101 milioni di residenti dell’Unione Europea convivono con varie forme di disabilità, rappresentando il 27% della popolazione UE di età superiore ai 16 anni. Questo dato indica che più di uno su quattro adulti in Europa è toccato da questa condizione, affrontando sfide quotidiane e disparità significative.

La Commissione Europea enfatizza la necessità di garantire condizioni di vita dignitose per le persone con disabilità, inclusa l’indipendenza personale, l’accesso a servizi sociali e lavorativi di qualità, alloggi accessibili, protezione sociale adeguata, opportunità di formazione continua e il potenziamento dell’economia sociale.

La discrepanza socioeconomica tra individui disabili e non disabili è marcata e merita un esame approfondito.

La definizione di disabilità, secondo Eurostat, include le restrizioni che le persone possono sperimentare nelle attività quotidiane a causa di problemi di salute persistiti per almeno sei mesi. Le disabilità possono variare da difficoltà visive e uditive a limitazioni nella mobilità o nella memoria.

La diffusione della disabilità nell’UE mostra una gamma ampia, con percentuali che vanno dal 14,6% in Bulgaria al 38,4% in Lettonia. La disabilità viene categorizzata in “limitazioni moderate” e “limitazioni gravi”, con il 19,8% degli europei sopra i 16 anni che riporta una limitazione moderata e il 7,2% una grave.

Il 2022 ha visto un range di disabilità grave che variava dal 2,7% in Bulgaria al 10,3% in Estonia, con Francia e Germania che superavano la media dell’UE.

Le differenze significative nel tasso di disabilità tra i paesi europei sono influenzate dalla percezione personale e dal contesto socioculturale degli intervistati, benché i dati siano considerati affidabili per analizzare le condizioni di salute e le disparità socioeconomiche.

“KPE wheelchair basketball 30” by University of the Fraser Valley is licensed under CC BY 2.0.

Le persone con disabilità sono particolarmente vulnerabili al rischio di povertà, con variazioni che vanno dal 13,6% in Slovacchia al 44,4% in Estonia. Questo rischio di povertà mostra un pattern diverso nei paesi nordici rispetto ai baltici, fornendo un’indicazione significativa sullo stato di disuguaglianza.

La disoccupazione tra le persone disabili è superiore, con un tasso medio dell’UE del 9,4% contro il 6,1% degli individui senza disabilità. La disparità occupazionale è un altro indicatore importante, con un divario nel 2022 del 21,4% nell’UE.

Il divario occupazionale, che riflette la percentuale di disabili impiegati rispetto a quelli non disabili, supera i 30 punti percentuali in nove paesi dell’UE, evidenziando un significativo ostacolo all’ingresso nel mercato del lavoro per le persone disabili.

Le ragioni dietro queste divergenze comprendono differenze nei sistemi di welfare, nell’applicazione delle leggi antidiscriminazione e nelle politiche di assistenza sociale specifiche.

Nonostante gli sforzi, il divario occupazionale dei disabili non ha mostrato miglioramenti significativi dal 2014 al 2022, sottolineando una persistente disuguaglianza.

I trasferimenti sociali hanno un ruolo cruciale nel ridurre il rischio di povertà, dimostrando l’importanza delle politiche di sostegno. Tuttavia, la spesa per le prestazioni di invalidità varia notevolmente tra i paesi, con i paesi nordici che offrono le maggiori prestazioni pro capite.

La situazione richiede un’attenzione particolare alla politica industriale e alle misure di sostegno che considerino le esigenze specifiche delle persone disabili per promuovere l’autonomia economica e l’inclusione sociale.

“People chasing a wheelchair!” by Matt Seppings is licensed under CC BY 2.0.
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