venerdì, Ottobre 7, 2022
HomeMondoI furbetti della beneficenza made in Usa

I furbetti della beneficenza made in Usa

L’American Cancer Society of Michigan, affermano adesso le autorità statali, era un falso ente di beneficenza. E nemmeno un buon falso. Non era nel Michigan, tanto per cominciare. Quando il gruppo ha presentato domanda all’Internal Revenue Service per diventare un’organizzazione no profit esente da tasse nel 2020, ha indicato il suo indirizzo come cassetta delle lettere in affitto a Staten Island. Non era nemmeno l’American Cancer Society: infatti, la vera American Cancer Society aveva già avvertito l’IRS che il leader del gruppo, tale Ian Hosang, stava mettendo in piedi una vera e propria frode. Ma l’IRS ha comunque approvato il gruppo. Subito dopo, ha anche approvato un’altra operazione gestita dal signor Hosang: “United Way of Ohio”, stesso indirizzo di Staten Island.

Il signor Hosang, 63 anni, è ora accusato dai pubblici ministeri di New York di aver operato una frode basata sulla beneficenza da molti anni a questa parte, sollevando preoccupazioni sulla capacità dell’IRS di fungere da guardiano del sistema di beneficenza americano. Oltretutto la truffa era di bassa lega, nemmeno sofisticata. Hosang, già condannato per truffe sul mercato azionario e accusato di aver minacciato una persona facendola penzolare a testa in giù da un ufficio, ha convinto l’IRS ad approvare 76 organizzazioni non profit, spesso nonostante evidenti segnali di potenziale frode. Rubava i nomi di enti di beneficenza già noti, totalmente estranei alla truffa, le cui sedi non si trovavano mai nei posti indicati sui documenti. L’IRS però approvava tutto.

“Se l’IRS non sta facendo il suo lavoro, allora hai dei veri problemi”, ha detto Nina E. Olson, avvocato interno dei contribuenti nazionali dell’IRS dal 2001 al 2019 e mettendo ripetutamente in guardia sul livello ridotto di controlli. Scoppiato lo scandalo l’agenzia ha rifiutato di rispondere alle domande sul caso del signor Hosang, citando le leggi sulla privacy dei contribuenti. Ha anche impedito ai suoi funzionari di rispondere a interviste. Risultato: Hosang è stato incriminato a Brooklyn nel maggio scorso con l’accusa di furto di identità e frode. Secondo il procuratore distrettuale di Brooklyn avrebbe rubato 152 mila dollari in donazioni che sono passate attraverso 23 delle sue organizzazioni non profit. Il signor Hosang non aveva bisogno di fare molto per promuovere i gruppi; il denaro è arrivato attraverso piattaforme di donazioni online che consentono agli utenti di scegliere tra enti di beneficenza approvati dall’IRS.

I pubblici ministeri in seguito hanno affermato che il signor Hosang e i suoi collaboratori hanno reclutato venditori in metropolitana, li hanno premiati con marijuana e hanno lavorato con un socio della famiglia mafiosa dei Gambino. Ma il problema sta nel sistema: “Potresti essere Jesse James o John Dillinger – ha commentato Marcus S. Owens, funzionario dell’Irs fino al 2000 – Non c’è niente che dice che non puoi richiedere lo status di esenzione fiscale da una cella di prigione, essendo stato condannato per frode di beneficenza”. L’agenzia sta tentando di correre ai ripari e sostiene che adesso i dipendenti che esaminano le nuove applicazioni “sono stati formati per identificare le frodi”. Uno studio del 2019 condotto dall’avvocato dei contribuenti dell’agenzia ha rilevato che il 46% dei richiedenti che ha approvato non erano effettivamente qualificati, di solito perché i loro documenti non erano conformi alla legge di beneficenza.

La truffa di Hosang ha evidenziato un problema inquietante. L’intero sistema normativo per gli enti di beneficenza statunitensi si basa sul processo di verifica dell’IRS. La sua approvazione segnala ai governi statali e ai potenziali donatori che un ente di beneficenza è legittimo. Segnala alle piattaforme di donazione su Internet che vale la pena includere un ente di beneficenza. “Sarebbe molto costoso fare controlli in background su tutti gli enti di beneficenza che l’IRS ha già approvato”, dal momento che ce ne sono 1,4 milioni, ha affermato Ted Hart, amministratore delegato di Charities Aid Foundation America. “Dobbiamo essere in grado di fidarci di questo elenco” di enti di beneficenza approvati dall’IRS, ha detto il signor Hart, o i donatori saranno nuovamente fuorviati”.

Ian Hosang
RELATED ARTICLES

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

ARTICOLI CORRELATI