lunedì, Settembre 26, 2022
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I linciatori della domenica

Restare in silenzio dopo l’omicidio di Alika Ogorchukwu sarebbe forse l’opzione più dignitosa per tutti. L’inutilità delle parole per parlare del massacro a mani nude dell’ambulante nigeriano da parte di un italiano a cui non aveva fatto niente è resa evidente dal rapporto squilibrato tra la parola e l’omicidio. Era un disturbato l’omicida, era seguito da uno psicologo, non lo seguiva nessuno, era lucido, era preso dal consueto “raptus”? Forse sì. C’entra il razzismo? Sicuramente sì. Questo è il punto. L’unico punto su cui vale la pena di spendere qualche parola in più.

Il razzismo che si respira in Italia va sempre sotto la stessa voce della “brava gente” che tutto sommato accetta tutti. Non è vero e continua a essere questo il grande inganno sotto cui si commettono crimini e barbarie. Nessuno accetta più nessuno. La minima diversità in questo Paese è stigmatizzata socialmente, messa al bando, comporta perdita di lavoro, preclusione di opportunità. Che tu sia ciccione, anoressico, vittima di revenge porno o nero troverai sulla tua strada dei razzisti di merda che agiscono indisturbati per impedirti di vivere. Se ci fa schifo che i cittadini presenti all’omicidio non siano intervenuti dovremmo ripassare sempre a fine giornata quante sono state le azioni che non abbiamo compiuto in quelle 24 ore per aiutare qualcuno.

Che schifo, pensiamo quando un’intera classe bullizza l’alunna disabile. Le foto e i video delle botte girano, e noi diciamo che schifo e poi ci guardiamo il video sull’Orango che abbraccia il figlioletto e stiamo meglio. Che schifo pensiamo quando arrivano tre vigili urbani che prendono a calci le povere cose di un immigrato e gli buttano le coperte nel cassonetto, sotto lo sguardo complice di un assessore ai servizi sociali, ma proseguiamo la lettura per capire quali alleanze sta studiando il nostro partito.

Proprio non ci riusciamo a vedere le violenze come una parte di un tutto che riguarda anche noi e in cui, è argomento pericoloso e va maneggiato con cura, il termine razzismo va ormai ben oltre la categoria con cui nasce, cioè idea preconcetta e scientificamente errata che la specie umana possa essere suddivisibile in razze biologicamente distinte, caratterizzate da diverse capacità intellettive, valoriali, etiche e/o morali, con la conseguente convinzione che sia possibile determinare una gerarchia secondo cui un particolare, ipotetico, raggruppamento razzialmente definito possa essere considerato superiore o inferiore a un altro.

Il razzismo si è evoluto, ci piaccia o meno allargare questo concetto alla mostruosità sociale che produce. L’altra “razza” è ormai chiunque non sia come noi, di un gruppo sociale o ceto economico o categoria speciale di cui non facciamo parte. E’ tutto un’altra razza ed è tutto un sistema che insegna a “difendersi” attivamente dall’altro. La razionalità è saltata, completamente. La solidarietà è andata, da tempo. Perchè se ha ragione chi non ritiene che l’indice vada puntato contro chi non è intervenuto a Civitanova Marche, nessuno ha il dovere di essere un supereroe al fianco dei deboli, dobbiamo anche chiederci come mai in una situazione in cui non c’erano armi neanche un cittadino abbia ritenuto almeno di provare a fermare l’omicida?

A Olbia, ieri, si masturba sull’aereo e rischia il linciaggio. A San Felice Circeo, tre giorni fa, filma minorenne e rischia il linciaggio. A Ferrara, ieri, investe quattro persone, scappa e rischia il linciaggio. A Roma, tre giorni fa, deruba anziana la polizia lo arresta e gli evita il linciaggio. Visto quanta attività sociale ferve nelle nostre città quando si tratta di linciare disgraziati vari? Eppure nessuno promuove linciaggi quando vede un linciaggio, non ci pensa proprio e sapete perchè? Proprio perchè il linciaggio, l’idea che si possa far del male a un altro essere umano con una qualche blanda motivazione è presente nel nostro corpo sociale come un cancro inestirpabile. C’è l’idea che non sia poi una cosa così malvagia e riprovevole.

Il razzismo è alla sua fase 3.0. Colpisce chiunque sia diverso per un qualsivoglia motivo, anche se porta i capelli con la riga a sinistra in un consesso dove la maggioranza li porta a destra. Il razzismo contro le persone straniere è ormai un corollario di un fenomeno più diffuso e accettato socialmente in cui la tribù residente elimina chiunque provenga dall’esterno. Una società tribale con una classe politica tribale che va verso elezioni dove di questi argomenti si parla soltanto in tema di ordine pubblico, senza nessuna analisi sociale. Le nuove tribù, i warriors de noantri, i linciatori della domenica hanno autostrade inesplorate da percorrere ancora.

Alika Ogorchukwu con la moglie Charity Oriachi
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