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I prodotti tessili nigeriani minacciati dalla contraffazione cinese

Da oggi al 26 giugno il ministro degli Esteri nigeriano Yusuf Maitama Tuggar effettuerà una visita ufficiale in Cina. Non è un viaggio qualsiasi. La visita di Tuggar avviene su invito di Wang Yi, membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e ministro degli Esteri cinese.

il commercio bilaterale tra Nigeria e Cina ammontava a 22,6 miliardi di dollari nel 2023. La Nigeria è il terzo partner commerciale della Cina in Africa. Le principali importazioni della Cina dalla Nigeria sono state gas per 95,8 milioni di dollari, petrolio greggio per 71,5 milioni di dollari, niobio, tantalio, vanadio e minerale di zirconio per 13,5 milioni di dollari, minerale di zinco per 13,1 milioni di dollari) e alluminio grezzo. per 12,6 milioni di dollari.

Le principali esportazioni dalla Cina alla Nigeria sono costituite da tessuti di filati sintetici per 160 milioni di dollari, pesticidi per 84,1 milioni), abiti da donna non lavorati a maglia per 81,5 milioni di dollari, dispositivi di telefonia mobile per 67,2 milioni di dollari, e capelli artificiali per 59 milioni di dollari.

I tessuti sono quindi il prodotto principale che arriva in Nigeria dalla Cina, ed è proprio questo un problema che comincia a diventare preoccupante per i venditori di tessuti nigeriani, a causa dei prezzi molto bassi dei prodotti di Pechino. Al fianco di quelli originali si affiancano quelli riprodotti o, per usare la parola corretta, contraffatti.

Nei grandi mercati nigeriani come il mercato Balogun di Lagos, la capitale economica della Nigeria, è molto ricercato il tessuto Adire, emblematico della cultura degli Yoruba, uno dei principali gruppi etnici del paese. E’ un tipo di tessuto tinto della Nigeria sud-occidentale , tradizionalmente realizzato dalle donne Yoruba utilizzando una varietà di tecniche di tintura resistente.

La parola “Adire” deriva originariamente dalle parole yoruba “adi” che significa legare e “re” che significa tingere. È un materiale progettato con metodi resistenti alla cera che producono disegni con motivi in ​​abbaglianti gamme di tinte e sfumature. È comune tra la popolazione Egba dello stato di Ogun.

Un prodotto fonte di orgoglio nazionale che è diventato il principale oggetto di contraffazione di prodotti cinesi. Per capire la differenza bisogna far scorrere il tessuto con le mani, che possono sentire la differenza con quelli in poliestere prodotti in Cina.

I prodotti cinesi contraffatti Adire sono apprezzati dai consumatori nigeriani, perchè costano esattamente la metà dell’adire vero, ma penalizzano fortemente l’industria tessile yoruba.

Somodale Akomo Amosa, 86 anni, presidente da 22 anni del grande mercato Adire di Abeokuta, nel sud-ovest del Paese, ha denunciato di aver assistito, impotente, all’arrivo della concorrenza cinese una decina di anni fa. Abeokuta, soprannominata “capitale di Adire”, ospita quasi 2.000 commercianti e produttori, secondo i dati del governo.

Per creare i tessuti Adire, i produttori yoruba utilizzano la tecnica “Tie and Dye”. Questo metodo prevede di annodare e piegare il tessuto a mano, prima di tingerlo per creare sfumature e forme di colore. Niente a che vedere con i più grezzi prodotti cinesi a buon mercato.

“Campala, Adire Market, Itoku Abeokuta 2” by AVA MULTIMEDIA is licensed under CC BY-SA 4.0.

Da parte dei commercianti nigeriani, nonostante le difficoltà, c’è il rifiuto di vedere i produttori nigeriani di Adire utilizzare macchinari per ridurre i costi di produzione, e quindi di vendita, dei loro tessuti come fanno i cinesi, perchè questo metodo danneggerebbe la tradizione e l’originalità dei prodotti.

Oltre alla concorrenza cinese i nigeriani devono fare i conti con la crisi economica che scuote il paese e impedisce alla popolazione di avere abbastanza soldi per permettersi i tradizionali tessuti Adire.

Questa crisi, una delle peggiori degli ultimi anni in Nigeria, è stata aggravata dalle riforme economiche del presidente nigeriano Bola Tinubu, al potere da un anno, che hanno aumentato il costo della vita, una conseguenza nel breve periodo delle riforme pensate per aiutare l’economia del Paese.

Questa fermezza verso i prodotti cinesi si sta adesso incrinando, perchè molti commercianti sentono di non avere altra scelta se vogliono sopravvivere. In ogni caso, è il ragionamento, c’è qualcun altro con meno scrupoli pronti a venderli.

Sta di fatto che ormai sia i grossisti nella megalopoli di Lagos che i venditori al dettaglio vendono più imitazioni cinesi che tessuti tradizionali nigeriani. Sempre meno commercianti ordinano anche direttamente dal principale centro di produzione Adire di Abeokuta, situato a pochi minuti a piedi dal mercato.

Nel tentativo di aiutare l’industria tessile della città, la presidenza nigeriana ha annunciato lo scorso marzo l’assegnazione di 200 negozi a 400 commercianti a tariffe ridotte nel grande mercato Adire di Abeokuta, nell’ambito di un progetto nazionale di aiuto alle imprese.

L’anno scorso, Olusegun Obasanjo, ex capo di stato della Nigeria dal 1976 al 1979, poi dal 1999 al 2007, ha chiesto alle autorità di porre fine all’importazione di Adire cinese contraffatto in Nigeria. Ma da allora nulla è cambiato.

Nel 2020, lo Stato federale nigeriano e il governo dello stato di Ogun hanno anche lanciato un sito Web che consente ai commercianti di vendere il loro Adire “originale e di fascia alta” non soltanto in tutto il paese ma anche a livello internazionale.

Negli ultimi anni, la cooperazione tra Cina e Nigeria nel campo degli aeroporti, dei porti marittimi, delle ferrovie, delle strade, delle reti di comunicazione e di altre infrastrutture ha ottenuto grandi risultati. Progetti come la metropolitana leggera della linea blu e rossa, la ferrovia Lagos-Ibadan e l’aeroporto internazionale ci hanno dato un’idea di Lagos che sta accelerando verso una supercittà attraente a livello globale.

Questa colonizzazione economica mascherata da cooperazione rende difficile alla Nigeria e ai nigeriani creare conflitti commerciali con la Cina. Secondo l’Henley Private Wealth Migration Report 2024, pubblicato ieri, gli individui con un patrimonio netto elevato della Nigeria stanno valutando di abbandonare la Nigeria a causa di un’economia resa difficile da tensioni religiose, alti tassi di criminalità e debolezza valutaria.

Almeno 300 “ricchi” hanno già abbandonato il Paese. Le deboli esportazioni non petrolifere della Nigeria, previste dagli accordi di libero scambio (African Growth And Opportunity Act), smorzano la sua capacità di guadagnare valuta estera in un contesto di grave scarsità di dollari che ha lasciato vacillare la naira e l’economia.

Nel maggio scorso sono iniziati una serie di colloqui tra i funzionari del commercio nigeriano con i loro omologhi dell’India di Narendra Modi. Gli osservatori internazionali ritengono che questa apertura nigeriana all’India sia motivata da un momento di stasi negli investimenti cinesi complessivi in Africa.

Il Fondo Monetario Internazionale ha valutato che gli effetti a catena del rallentamento dell’economia cinese si erano estesi ai prestiti sovrani all’Africa sub-sahariana, che l’anno scorso erano scesi sotto il miliardo di dollari, il livello più basso in quasi due decenni.

Potrebbe essere quindi un momento di svolta importante, in particolare per la Nigeria, nel tentativo di uscire dalla morsa di una collaborazione con Pechino, che a partire dall’aggressione a un prodotto locale tradizionale sta mostrando scarsi vantaggi per il governo di Bola Tinubu.

“Adire Market Week” by Esohewilliams is licensed under CC BY-SA 4.0.
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