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Il 10% del Pil dell’isola di Anguilla generato dall’Intelligenza Artificiale

L’adozione quotidiana dell’intelligenza artificiale ha sollevato serie preoccupazioni e dubbi riguardo al destino dell’umanità. Nell’isola caraibica di Anguilla, situata a est di Porto Rico, il fenomeno dell’intelligenza artificiale ha invece portato notevoli benefici economici.

Quest’isola, appartenente al Regno Unito, trae vantaggio dalla registrazione di domini internet che terminano in “.ai”, abbreviazione che coincide con quella per intelligenza artificiale e che identifica Anguilla nel mondo digitale.

La crescente domanda di tali domini da parte delle imprese, ansiose di posizionarsi come leader nel settore dell’intelligenza artificiale – esemplificata dal sito web X.ai di Elon Musk – ha generato un incremento delle richieste.

Dai dati forniti dal governo, Anguilla guadagna da 140 a diverse migliaia di dollari per ogni nome di dominio registrato, con incassi totali che l’anno scorso hanno raggiunto circa 32 milioni di dollari, superando il 10% del suo prodotto interno lordo, per un’isola di quasi 16.000 abitanti e un’estensione di 35 miglia quadrate.

“Sandy Island, Anguilla, March 2011” by alljengi is licensed under CC BY-SA 2.0.

Il Primo Ministro di Anguilla, Ellis Webster, ha interpretato queste entrate come una benedizione, sfruttando tali risorse per migliorare servizi essenziali quali l’assistenza sanitaria gratuita per gli anziani di oltre 70 anni, il finanziamento di strutture educative e professionali, l’ampliamento dell’aeroporto, il potenziamento delle infrastrutture sportive, e il supporto ai cittadini che necessitano di cure mediche all’estero.

Le risorse ottenute dai domini “.ai” hanno rappresentato una vera e propria salvezza per l’isola, che ha dovuto affrontare le difficoltà economiche dovute alla pandemia e alle devastazioni causate da un uragano nel 2017.

La gestione dei domini “.ai” da parte di Anguilla ha origine dai primordi di internet, quando a ciascun paese o territorio venne assegnata una porzione di cyberspazio. Sebbene all’inizio quest’assegnazione non abbia generato grandi profitti, con l’esplosione dei nomi di dominio questi sono diventati una fonte importante di entrate.

Sebbene vi sia incertezza riguardo alla durata di questo vantaggio, le prospettive per il 2024 prevedono entrate simili a quelle dell’anno scorso.

Questo esempio non è isolato. Altre nazioni, quali Tuvalu e Niue, hanno vissuto esperienze analoghe con i loro domini internet, destinando i guadagni a importanti progetti di sviluppo.

Anguilla ha dimostrato di saper capitalizzare efficacemente su questa opportunità inaspettata, convertendo una fortunata coincidenza in un beneficio tangibile per la sua comunità.

Bandiera del territorio d’oltremare britannico di Anguilla
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