domenica, Aprile 14, 2024
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Il disastro umanitario in Congo. Oltre 7 milioni di sfollati senza cibo

La situazione di sicurezza nella Repubblica Democratica del Congo (RDC), in particolare nelle sue province orientali, ha subito un drastico peggioramento a seguito delle recenti elezioni, come riportato da fonti delle Nazioni Unite.

La crescente instabilità è diventata una fonte di preoccupazione per la comunità internazionale, con oltre sette milioni di persone sfollate all’interno del paese, molte delle quali a causa delle attività di gruppi armati quali l’M23 e le Forze di difesa alleate (ADF).

Durante un recente incontro del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è stato sottolineato che i paesi ad alto reddito, come sottolineato in una dichiarazione dell’Unione Africana, devono cessare di ospitare forze straniere illegalmente presenti sul territorio della RDC e che tutti i gruppi armati nazionali e stranieri dovrebbero essere disarmati per garantire la sicurezza della regione.

Il rapporto MONUSCO degli ultimi tre mesi ha rivelato che le elezioni legislative, presidenziali, nazionali e provinciali di dicembre si sono svolte in modo relativamente pacifico nonostante le notevoli sfide logistiche.

Il presidente Félix Tshisekedi ha ottenuto un secondo mandato, ponendo la riforma della sicurezza tra le sue priorità principali. Tuttavia, nonostante questo impegno, la sicurezza nella parte orientale della nazione è notevolmente peggiorata, con l’M23 che ha esteso il proprio controllo territoriale a livelli senza precedenti, intensificando ulteriormente la crisi umanitaria nella regione.

“Waiting to unload the aid” by Julien Harneis is licensed under CC BY-SA 2.0.

La crisi umanitaria è stata evidenziata anche dall’ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite, OCHA, che ha riportato che circa 7,1 milioni di persone sono attualmente sfollate all’interno del paese, con un incremento di 800.000 rispetto ai dati comunicati tre mesi fa. Inoltre, il numero di congolesi affetti da fame e malnutrizione ha raggiunto i 23,4 milioni, facendo della RDC il paese con il maggior numero di persone colpite da insicurezza alimentare.

La situazione è aggravata da un significativo aumento dei casi di violenza di genere e sfruttamento sessuale, con oltre 10.400 casi segnalati a gennaio 2024, un numero molto più alto rispetto agli anni precedenti. Nonostante l’urgente necessità di affrontare questa crisi umanitaria, il piano di risposta umanitaria da 2,6 miliardi di dollari per la RDC per quest’anno è finanziato solo per il 14%.

La continua escalation di violenza e tensioni tra comunità, soprattutto nel Sud Kivu e l’area della Ruhr, insieme alla chiusura della frontiera tra Ruanda e Burundi, minacciano di destabilizzare ulteriormente la regione. La protezione dei civili rimane una priorità assoluta, con MONUSCO e l’esercito congolese che continuano le operazioni congiunte per proteggere le popolazioni vulnerabili.

La Repubblica Democratica del Congo è uno dei paesi più vasti e popolosi dell’Africa, con una popolazione che supera gli 80 milioni di abitanti. Ricca di risorse naturali, tra cui cobalto, rame, diamanti, oro e coltan (essenziale per la produzione di dispositivi elettronici), la RDC ha un potenziale economico enorme.

Il conflitto nella regione orientale del Congo ha radici profonde, risalenti alla fine del genocidio rwandese nel 1994, che ha visto il flusso di rifugiati verso il territorio congolese. Da allora, la regione è stata teatro di continui scontri tra vari gruppi armati, spesso legati al controllo delle risorse naturali.

Questi conflitti hanno causato milioni di sfollati interni e hanno gravemente compromesso l’accesso a servizi essenziali come cibo, acqua e cure mediche per la popolazione civile.

In aggiunta, la RDC deve affrontare sfide significative in termini di salute pubblica, tra cui frequenti epidemie di malattie come Ebola e morbillo, che si aggiungono alla pressione sui già fragili sistemi sanitari. La malnutrizione è un problema endemico, con milioni di persone, soprattutto bambini, che soffrono di insicurezza alimentare.

Nonostante i tentativi di pacificazione e le missioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, la sicurezza rimane precaria in molte parti del paese. Il governo congolese e la comunità internazionale continuano a cercare soluzioni per stabilizzare la regione e promuovere lo sviluppo sostenibile, ma il progresso è lento e gli ostacoli sono numerosi.

by Jimic be, licensed under CC BY-SA 3.0.
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