martedì, Settembre 27, 2022
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Il fallimento delle criptovalute è politico

Mentre le criptovalute crollavano gli speculatori che hanno causato il disastro cantavano. Letteralmente cantavano, su un palco, vedremo poi come. E’ un’immagine che rende in pieno cosa dovevano essere le monete criptate e cosa in realtà sono diventate. Cerchiamo di capire cosa è accaduto nel disastro delle ultime ore, che non riguarda soltanto i Bitcoin come superficialmente viene descritto dai giornali. L’origine delle criptovalute non era speculativa, sono nate per sviluppare emancipazione economica, per esempio consentendo a persone che nei paesi più poveri non hanno accesso a un conto corrente bancario di poter comunque effettuare operazioni economiche e ricevere denaro. Lo scambio tramite reti di computer che verificano le transazioni salta il passaggio in cui è centrale il sistema bancario. E’ andata in maniera molto diversa invece.

Sono nate molte società di trading che hanno coinvolto in speculazioni persone prive di nozioni specifiche sulle criptovalute. Accadde la stessa cosa qualche anno fa sui derivati, un tipo d’investimento rivelatosi nella maggior parte dei casi una trappola ricattatoria, anche molti enti locali italiani hanno accumulato debiti a causa delle perdite dai derivati, in cui gli istitui bancari che vendevano questo prodotto ai risparmiatori facevano firmare loro un documento in cui tranquilli pensionati e padri e madri di famiglia, in cerca di un piccolo guadagno, si dichiaravano esperti di finanza. Questo salvò le banche e i trader da coinseguenze legali pesanti ma non salvò i risparmiatori da perdite ingenti.

Soprattutto durante la pandemia da covid, quando già i prezzi cominciavano a salire, sono stati coinvolti nelle criptovalute trader dilettanti. Anche in questo caso qualcuno ha investito tutti i suoi risparmi su un mercato che veniva presentato in irresistibile ascesa. C’è stata una vera e propria corsa ad accaparrarsi Bitcoin e altre cripto, ma non solo: moltissime persone hanno iniziato a lavorare per le società di trading che trattavano le criptovalute, sembrava una nuova corsa all’oro. In questi giorni sono migliaia le persone che stanno perdendo il lavoro e milioni le persone che hanno perso del tutto o visto crollare il valore dei soldi investiti in Bitcoin e altre criptovalute. Al contrario i dirigenti delle società di trading specializzato in questo campo hanno potuto godere di forti guadagni grazie alla spinta agli investimenti dei piccoli risparmiatori nei due anni appena trascorsi.

Nessuno si è salvato tra i rispamiatori, tra recessione e svalutazione delle monete criptate, un crollo valutato dagli esperti in circa 700 miliardi di dollari. Nello stesso periodo i padroni delle società di trading del settore investivano in ben altri mercati, quello immobiliare su tutti, il vecchio “mattone”, i profitti derivati dalle criptomonete, mettendo al sicuro i loro profitti e moltiplicandoli. I 16 più ricchi miliardari di criptovalute hanno superato i 135 miliardi di dollari a marzo, secondo le stime di Forbes. Uno schema non molto diverse da tutte le altre speculazioni finanziarie.

L’immagine che abbiamo fornito in apertura si riferisce ai fratelli gemelli Tyler e Cameron Winklevoss, due quarantenni altrimenti noti per il loro ruolo di supporto nella creazione di Facebook, una fortuna pro capite di 3,3 miliardi di dollari. La loro società di trading di criptovalute, Gemini, è valutata in 7 miliardi di dollari. Appena esplosa la bolla delle Crypto hanno licenziato il 10% dei loro impiegati. E poi … poi sono andati a cantare. Hanno una cover band chiamata Mars Junction e si esibiscono nei pressi di Denver, Colorado, negli stessi giorni in cui il valore delle criptomonete da loro trattate scende ai minimi storici. C’è anche un biglietto da pagare per vederli zompettare sul palco, dal costo di 25 dollari. In ogni caso i loro ex investitori adesso sanno dove trovarli.

I Winklevoss Twins non sono i soli speculatori naturalmente, ma l’immagine di loro che cantano spensierati mentre la nave affonda rende appieno l’idea di cosa è successo nel mondo delle criptovalute. L’hedge fund Three Arrows Capital ha dichiarato il default, scivolando su un prestito da oltre 670 milioni di dollari, del quale non sono riusciti a rimborsare 350 milioni di dollari in Bitcoin. C’è poi la situazione di Celsius, società di prestito crypto, che da due settimane ha bloccato i prelievi in criptovalute ai suoi clienti, mentre nelle stesse ore l’asset societario che non tratta i bitcoin, denominato proprio Celsius, guadagnava il 65,56% con le manovre dei trader. Coinbase, la più grande borsa di criptovalute statunitense e la prima a essersi quotata al Nasdaq, ha annunciato ll taglio di 1.100 dipendenti, pari al 18% del suo personale. Si può continuare a lungo.

In questo far west delle criptovalute è attesa entro poco tempo una regolamentazione definitiva dell’Unione Europea.
Dovrebbe garantire agli utenti più trasparenza e maggiori informazioni su costi e rischi, ma viaggia anche su altre due direttrici importanti. La prima riguarda l’aspetto ambientale, perchè la produzione, il cosiddetto mining, di criptovalute ha un impatto ambientale molto elevato. La seconda le norme anti riciclaggio, che inserirebbe, ma il punto è molto controverso, l’obbligo di tracciabilità indipendentemente dalla somma, un principio che è esattamente il contrario dell’anonimato garantito fin qua dalle criptomonete, ma che secondo alcuni è alla base di investimenti della criminalità.

Come si è visto lo scopo per cui erano nate le criptovalute si è perso strada facendo. Nate per eludere il sistema bancario in favore delle persone hanno subito le oscillazioni tipiche delle speculazioni classiche dei grandi fondi finanziari. Le oscillazioni di mercato non spaventano chi utilizza a scopo d’investimento Bitcoin e altre criptovalute. Nel mercato stanno entrando nuovi sviluppatori di software, perchè non va dimenticato che questa è la natura della moneta virtuale. Di fatto, al di là delle preoccupazioni dei mercati e dei risparmiatori, le criptovalute da elemento esterno ai mercati finanziari sono diventati parte di un unico sistema speculativo classico. E per chi le vedeva come un’alternativa all’avidità del mercato, ventilando sistemi economici democratici e aperti alle persone comuni, questo segna già un fallimento politico più grande del valore economico delle singole criptomonete.

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