domenica, Aprile 14, 2024
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Il governo Meloni preferisce i giochi del Littorio ai mondiali di atletica per Roma

Il desiderio di ospitare i campionati mondiali di atletica leggera a Roma si è dissolto rapidamente. Pochi giorni dopo l’annuncio ufficiale della candidatura per il 2027 da parte della Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal), quest’ultima ha dovuto ritirarsi dalla competizione.

La ragione principale dietro questa decisione è stata l’assenza dei requisiti minimi necessari per sostenere la candidatura, in particolare la mancanza di una lettera di garanzia economica dal governo, che non copriva le spese previste di 84 milioni di euro per l’evento.

Di sicuro la lotta politica tra il governo di destra di Giorgia Meloni e la giunta capitolina di centrosinistra guidata dal Sindaco Roberto Gualtieri ha avuto un peso decisivo. Meloni, soprattutto dopo la batosta elettorale subita in Sardegna due giorni fa, si guarda bene dal dare lustro a un’esperienza politica molto diversa dalla sua.

E’ un dato curioso questo rifiuto, per un governo la cui cultura proviene dai fasti del ventennio mussoliniano che fondò la Gil, Gioventù Italiana del Littorio, la cui sede si trova, guarda un po’, esattamente accanto al campo di atletica della Farnesina nei pressi di Ponte Milvio a Roma.

Le statue che invece circondano l’adiacente struttura di atletica dello Stadio dei Marmi, accanto allo Stadio Olimpico, celebrando la “virilità” cara al regime, resteranno solitarie in attesa, magari, di una chiamata della gioventù meloniana a nuove sfide ancora non inserite nelle competizioni olimpiche ufficiali, come il salto nel cerchio di fuoco.

La rinuncia ha suscitato grande delusione tra gli appassionati di atletica leggera e le autorità locali di Roma, che hanno visto in questo gesto un’opportunità mancata per la città.

Le critiche si sono concentrate sul governo, accusato di non avere sostenuto adeguatamente la candidatura, nonostante i benefici economici prospettati dagli organizzatori, 87 milioni di euro di spese per un ricavo minimo di 96, e di immagine che un evento di tale portata avrebbe potuto portare alla Capitale.

La decisione è stata paragonata al rifiuto precedente della città di candidarsi per le Olimpiadi, con accuse dirette al premier Meloni e al ministro Abodi, entrambi romani, di non aver valorizzato una chance per promuovere lo sport e il turismo nella loro città.

La scelta del governo di non appoggiare la candidatura è stata criticata anche per le conseguenze negative sul rilancio dello sport e delle infrastrutture sportive locali, oltre che per l’impatto motivazionale che l’evento avrebbe potuto avere sui giovani e sulle periferie della città.

Gli impianti di atletica sono strutture a zero reddito che, proprio attraverso appuntamenti come quello del 2027, riescono a rilanciare lo sport e l’impiantistica di base.

La decisione ha dunque lasciato il campo libero ad altri paesi, come la Cina, nella corsa all’organizzazione dei mondiali, evidenziando una discrepanza nelle politiche di sostegno agli eventi sportivi internazionali da parte del governo italiano, che ha invece sostenuto altri grandi eventi sportivi in diverse città italiane.

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