venerdì, Febbraio 3, 2023
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Il Kashmir occupato dal Pakistan è prossimo alle rivolte per il pane.

Il Kashmir occupato dal Pakistan è sul punto di esplodere con rivolte per il cibo. Gran parte della regione, tra cui le località di Bagh e Muzaffarabad, sta affrontando una carenza di farina senza precedenti. La popolazione ritiene Islamabad e il governo PoK, Pakistan Occupied Kashmir, direttamente responsabili della grave carenza di cibo.

Mentre da un lato la fornitura governativa di grano sovvenzionato si è quasi del tutto interrotta, dall’altro i prezzi di altri beni essenziali sono saliti alle stelle.

I negozi di alimentari stanno finendo i generi di prima necessità. La penuria di farina di frumento ha portato ad un aumento anche dei prezzi del pane e dei prodotti da forno. La situazione disperata ha scatenato il caos e nei giorni scorsi si sono registrati anche alcuni scontri tra persone nella regione.

“Continueremo a protestare fino a quando le nostre richieste non saranno soddisfatte. La portata di questa protesta può anche aumentare, può andare da un distretto all’altro. Possiamo protestare in tutta la regione PoK . Se i poveri desiderano il pane, noi non lo siamo ne è responsabile. È responsabilità del governo”, ha detto un manifestante a Muzaffarabad all’agenzia stampa Ani.

Tra i manifestanti sono in molti a ritenere che essendo il grano la componente fondamentale del paniere alimentare della popolazione, privare la gente di questo alimento può avere conseguenze catastrofiche e portare a sviluppi violenti delle proteste.

Un commerciante locale ha detto all’Ani: “I beni essenziali sono fuori dalla portata dell’uomo comune e noi siamo impotenti. Il governo non ci sta aiutando. Per questo motivo, abbiamo dovuto chiudere completamente gli hotel. Non stiamo ricevendo le forniture di cui abbiamo bisogno e come tutti i cittadini anche noi siamo impotenti. Farina e burro chiarificato hanno un prezzo troppo elevato e invece di caricarli sui conti dei clienti abbiamo pensato che fosse meglio chiudere gli hotel”.

Se le inondazioni dello scorso anno in Pakistan hanno lasciato un’enorme scia di distruzione e hanno avuto un grave impatto sui prodotti agricoli, non è un segreto per nessuno che il Kashmir occupato sia stato ancora più penalizzato dal comportamento del governo di Islamabad, cadendo in una crisi umanitaria di vastissime proporzioni.

Il Kashmir è diviso tra tre nazioni in continuo conflitto territoriale. Il Pakistan controlla la parte nord-occidentale, l’India controlla la parte centrale e meridionale e la Repubblica popolare cinese controlla la parte nord-orientale

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