mercoledì, Aprile 17, 2024
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Il ministro dell’Istruzione non conosce ciò che amministra

Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha recentemente scatenato polemiche affermando che nelle classi scolastiche dovrebbe prevalere la presenza di studenti italiani, suggerendo una limitazione degli alunni stranieri per promuovere l’assimilazione dei valori costituzionali e facilitare l’apprendimento dell’italiano da parte degli studenti internazionali.

Questa posizione si inserisce in un contesto in cui le normative vigenti stabiliscono una soglia massima del 30% di studenti stranieri o con difficoltà linguistiche per classe.

Tuttavia, i dati mostrano che la presenza di alunni non italiani nel sistema scolastico nazionale si attesta intorno al 10%, una percentuale che non riflette necessariamente difficoltà nell’apprendimento dell’italiano, considerando anche i casi di bambini italiani cresciuti in contesti multilingue.

Negli ultimi quarant’anni, la percentuale di studenti stranieri è aumentata significativamente, stabilizzandosi al 10% attuale. Tuttavia, questa media nasconde disparità regionali, con una maggiore concentrazione di alunni stranieri nelle scuole del Nord Italia rispetto al Sud.

Ad esempio, la provincia di Prato registra una percentuale di studenti stranieri superiore al 30%, a causa della numerosa comunità cinese presente, mentre altre province settentrionali superano il 20%.

La proposta del Ministro Valditara di rafforzare la presenza italiana nelle classi sembra quindi discostarsi dai dati reali. Il Vicepremier Matteo Salvini ha persino proposto di ridurre la quota massima di studenti stranieri al 20%, una soglia difficilmente applicabile in molte province del Nord. Infatti, esistono scuole, quasi 2mila, dove la presenza di alunni stranieri supera il 40%, specialmente in Emilia-Romagna.

Interessante notare che quasi la metà degli studenti stranieri proviene da Paesi europei, con una predominanza di nazionalità rumena e albanese. Le difficoltà linguistiche, benché meno marcate negli alunni di seconda generazione, rimangono un ostacolo significativo, come evidenziato dai risultati delle prove Invalsi 2023, che mostrano prestazioni inferiori degli studenti stranieri rispetto ai coetanei italiani.

L’analisi fornita dal Ministro Valditara ignora la complessità della situazione attuale e le reali esigenze del sistema scolastico italiano, proponendo soluzioni che non trovano riscontro nei dati attuali e potrebbero risultare difficili da implementare considerando le dinamiche demografiche e linguistiche esistenti nelle scuole italiane. In sostanza il ministro non conosce ciò che amministra.

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