mercoledì, Aprile 17, 2024
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Il Myanmar nella morsa della povertà provocata dal colpo di Stato

Il rovesciamento del governo in Myanmar nel 2021 ha avuto un impatto devastante sull’economia nazionale, spingendo quasi metà della popolazione sotto la soglia di povertà e vanificando anni di progressi. La combinazione di una domanda interna debole, restrizioni sulle valute, sanzioni internazionali, e l’intensificarsi dei conflitti ha reso particolarmente arduo il percorso verso la ripresa economica.

Nonostante il settore tessile offra qualche segnale positivo, ciò si verifica a discapito dello sfruttamento dei lavoratori e di pratiche insostenibili. Con il declino dei servizi pubblici, l’aumento delle necessità umanitarie, e le pressioni crescenti del regime, il futuro del paese sembra dipendere da un passaggio verso una democrazia federale e la conclusione del dominio militare.

Il Paese rimane profondamente segnato dal golpe militare del 2021, che ha precipitato quasi metà dei suoi abitanti in una condizione di povertà. Un modesto incremento economico del 2-3% previsto per il 2023 fa poco per compensare il calo a due cifre subito dall’economia a causa della giunta al potere.

Diversi ostacoli si frappongono a una ripresa più forte, tra cui la scarsa domanda dei consumatori dovuta alla bassa occupazione e ai prezzi elevati. Le aziende sono alle prese con carenze continue, causate da restrizioni valutarie, esportazioni in calo e un inflazione in aumento.

Le sanzioni internazionali, come quelle imposte dagli USA a metà del 2023 su due banche statali, mirano a colpire l’esercito e i suoi alleati stretti. Il Myanmar è stato anche aggiunto alla lista nera dalla Financial Action Task Force nell’ottobre 2022, limitando l’accesso del regime al sistema finanziario globale, danneggiando la reputazione del paese e scoraggiando gli investimenti.

La riduzione delle entrate fiscali e il calo delle esportazioni di gas, dovuti alla diminuzione della produzione e ai disordini legati ai conflitti, aggiungono ulteriori sfide. La giunta militare impone ai commercianti di convertire il kyat in valuta estera al tasso ufficiale, causando significative perdite finanziarie.

Le politiche di controllo dei prezzi introdotte per contenere l’inflazione ostacolano la distribuzione di beni essenziali come l’olio da cucina e il riso. L’inizio del 2023 ha visto un arresto quasi totale delle esportazioni di riso verso la Cina, complicando ulteriormente la situazione economica.

L’industria tessile, nonostante le avversità, ha registrato un aumento delle esportazioni dal 2022, superando i livelli pre-crisi. Tuttavia, ciò avviene a spese delle condizioni lavorative, con orari eccessivi e mancanza di sicurezza occupazionale.

La difficile situazione economica del Myanmar è evidenziata da indicatori sociali in declino, con una riduzione della spesa pubblica per salute ed educazione e un crescente bisogno umanitario, soprattutto nelle aree rurali.

Il ciclone Mocha, avvenuto nel maggio 2023, ha messo in luce la vulnerabilità ambientale del Myanmar e le sfide nell’assistenza alle zone colpite da catastrofi naturali.

Al termine del 2023, l’esercito ha subito pesanti perdite, rendendo le previsioni economiche e politiche per il paese incerte di fronte all’escalation dei conflitti.

La transizione del Myanmar verso una democrazia federale che promuova un’economia più giusta e robusta rimane ostacolata finché perdura il regime militare, continuando a imporre dure condizioni economiche alla maggior parte della popolazione.

Foto di Aline Dassel da Pixabay
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