mercoledì, Luglio 17, 2024
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Il nuovo protezionismo è il principale veicolo di povertà

La Banca Mondiale ha lanciato un allarme sulla crescente ondata di protezionismo che sta contribuendo a un rallentamento della crescita economica globale e ostacolando gli sforzi per eliminare la povertà. Secondo l’istituzione con sede a Washington, l’80% della popolazione mondiale, ossia oltre 6 miliardi di persone, vivrà in paesi dove la crescita economica sarà inferiore nei prossimi tre anni rispetto al decennio precedente la pandemia da Covid-19.

Nel suo rapporto semestrale sulle prospettive economiche globali, la Banca Mondiale ha evidenziato come il modello di cooperazione internazionale, che in passato ha permesso alle nazioni più povere di ridurre il divario con quelle più ricche, si stia disgregando. Nonostante l’economia globale abbia evitato una recessione, la stabilizzazione avvenuta è su un livello inferiore rispetto a quello precedente la pandemia.

Indermit Gill, capo economista della Banca Mondiale, ha sottolineato che, nonostante ci siano ragioni per celebrare un “atterraggio morbido” dopo l’aumento più significativo dei tassi di interesse globali dagli anni ’80, la situazione resta preoccupante. “I tassi di crescita attuali sono troppo bassi per permettere significativi progressi economici”, ha detto Gill. “Senza una cooperazione internazionale più robusta e politiche concertate che promuovano la prosperità condivisa, il mondo rischia di rimanere intrappolato in una fase di crescita lenta.”

Le previsioni della Banca Mondiale indicano che la crescita globale si manterrà stabile al 2,6% nel 2024, per poi salire leggermente al 2,7% nel 2025-2026. Questo rappresenta una decrescita rispetto al decennio pre-pandemia, quando la crescita media era del 3,1%.

Gill ha spiegato che i progressi verso una maggiore prosperità globale sono stati possibili quando i governi hanno implementato politiche volte a migliorare la produttività, promuovere l’imprenditorialità e incentivare l’innovazione, il tutto attraverso una cooperazione internazionale. “Questo modello, emerso dopo la caduta del Muro di Berlino, ha permesso una straordinaria era di prosperità globale durata circa 25 anni, durante la quale i redditi delle nazioni più povere hanno iniziato a convergere con quelli delle nazioni più ricche e il mondo si è avvicinato a eliminare la povertà estrema.”

Le attuali prospettive economiche globali, tuttavia, offrono una “valutazione preoccupante” della frattura del modello di cooperazione internazionale. “Le misure protezionistiche, che limitano i flussi commerciali transfrontalieri, stanno crescendo a un ritmo storico”, ha avvertito Gill. “Quattro anni dopo gli sconvolgimenti causati dalla pandemia, dai conflitti globali, dall’inflazione e dalle politiche monetarie restrittive, la crescita economica globale si sta stabilizzando, ma a livelli inferiori rispetto al periodo precedente il 2020.”

Le prospettive per le economie più povere del mondo sono ancora più allarmanti. Questi paesi affrontano gravi problemi di servizio del debito, restrizioni commerciali e impatti climatici devastanti. “Le economie in via di sviluppo devono trovare modi per incentivare gli investimenti privati, ridurre il debito pubblico e migliorare settori cruciali come l’istruzione, la sanità e le infrastrutture di base”, ha affermato Gill.

Gill ha inoltre sottolineato che i 75 paesi più poveri, che ricevono sovvenzioni o prestiti agevolati dalla Banca Mondiale, non saranno in grado di fare progressi significativi senza un forte sostegno internazionale. “La cooperazione internazionale è essenziale per reintegrare queste economie nel sistema economico globale e permettere loro di gestire autonomamente il loro sviluppo economico.”

In conclusione, la Banca Mondiale esorta a un rafforzamento della cooperazione internazionale e all’adozione di politiche che promuovano una crescita economica inclusiva e sostenibile. Solo attraverso uno sforzo concertato sarà possibile superare le sfide attuali e garantire una prosperità condivisa che benefici tutte le nazioni, specialmente quelle più vulnerabili.

“Eh, maybe not so much ‘world’ trade anymore. Protectionism is the word of the day. (30696609193)” by Billie Grace Ward from New York, USA is licensed under CC BY 2.0.
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