domenica, Giugno 16, 2024
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Il reddito universale unico antidoto ai licenziamenti causati dall’AI

Geoffrey Hinton, il pioniere delle reti neurali e considerato il “padrino dell’intelligenza artificiale”, ha affermato che i governi dovrebbero istituire un reddito di base universale per mitigare le disuguaglianze create dall’intelligenza artificiale.

In un’intervista a BBC Newsnight, Hinton ha spiegato che un sistema di benefici che garantisca una somma fissa a tutti i cittadini è essenziale, in quanto prevede che l’IA possa sostituire molti lavori di routine.

“Sono stato consultato da funzionari a Downing Street e ho suggerito che il reddito di base universale è una buona idea”, ha dichiarato Hinton. Ha anche sottolineato che, sebbene l’IA possa aumentare la produttività e la ricchezza, i benefici economici potrebbero andare a vantaggio dei ricchi, lasciando disoccupate le persone il cui lavoro è stato automatizzato, con gravi conseguenze per la società.

Fino all’anno scorso, Hinton lavorava per Google, ma ha lasciato la compagnia per poter discutere più liberamente delle preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale non regolamentata. Ha espresso timori per l’eventuale sviluppo di una forma di intelligenza superiore a quella umana, che potrebbe rappresentare una minaccia esistenziale.

Secondo Hinton, il concetto di reddito di base universale prevede che il governo distribuisca una somma di denaro fissa a ogni individuo, indipendentemente dal reddito. Tuttavia, i critici ritengono che un simile sistema sarebbe estremamente costoso e potrebbe distogliere risorse dai servizi pubblici essenziali senza necessariamente ridurre la povertà. Un portavoce del governo ha dichiarato che “non ci sono piani per introdurre un reddito di base universale”.

Hinton ha inoltre evidenziato la mancanza di regolamentazione sull’uso militare dell’intelligenza artificiale, affermando che la competizione tra le aziende tecnologiche per sviluppare rapidamente nuovi prodotti potrebbe compromettere la sicurezza.

Ha suggerito l’istituzione di un accordo internazionale simile alle Convenzioni di Ginevra per regolamentare l’uso militare dell’IA, ma ha avvertito che probabilmente verranno prese misure solo dopo che si saranno verificati gravi incidenti.

Geoffrey Hinton “RCZ_1518” by collision.conf is licensed under CC BY 2.0.

Rispondendo a una domanda sulla competizione tra l’Occidente e paesi come Russia e Cina per il controllo dell’IA militare, Hinton ha ricordato una dichiarazione del presidente russo Vladimir Putin: “Chi controlla l’intelligenza artificiale controlla il mondo”.

Hinton ha aggiunto che, sebbene l’Occidente sia probabilmente in vantaggio nella ricerca, la Cina sta investendo risorse significative, rendendo inevitabile una corsa agli armamenti basata sull’intelligenza artificiale.

Hinton ha concluso affermando che l’ideale sarebbe vietare l’uso militare dell’intelligenza artificiale, ma ha riconosciuto che attuare tali misure preventive potrebbe rivelarsi molto difficile.

Pochi giorni fa un’opinione simile era stata espressa da Sam Altman, il Ceo di OpenAI, lanciando un nuovo tipo di reddito di base che lui chiama “calcolo di base universale”. Nell’impostazione del suo ragionamento però Altman vede questo approccio non tanto come una sorta di stato sociale ma come una spartizione tra esseri umani dei profitti derivanti dall’utilizzo dell’AI.

L’idea è che man mano che l’intelligenza artificiale diventa più avanzata e integrata in più aspetti della nostra vita, possedere un’unità di un modello linguistico di grandi dimensioni come quelle in sviluppo potrebbe essere più prezioso del denaro. “Possiedi, tipo, parte della produttività”, ha detto.

Altman ha anche precisato di vedere il provvedimento come un pagamento ricorrente in contanti, senza vincoli, erogato a tutti gli adulti di una determinata popolazione, indipendentemente dalla loro ricchezza e condizione lavorativa, una rete di sicurezza per le persone mentre l’intelligenza artificiale minaccia il loro lavoro.

Naturalmente le idee innovative di Hinton e Altman si scontrano contro le tendenza conservatrici e reazionarie della società. Lo dimostrano gli ostacoli incontrati negli ultimi otto anni, da quando sono partire anche negli Usa le prime sperimentazioni di reddito senza condizini per aiutare i nullatenenti. La Corte Suprema del Texas, ad esempio ha recentemente bloccato un programma nell’area di Houston che concedeva 500 dollari al mese alle persone a basso reddito.

Ciò che va rilevato è comunque che sono in moltiormai nel mondo dell’intelligenza artificiale a pensare che un reddito di base universale potrebbe aiutare a mitigare l’impatto della tecnologia sui lavoratori.

Sam Altman “Sam Altman CropEdit James Tamim” by TechCrunch is licensed under CC BY 2.0.
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