giovedì, Febbraio 29, 2024
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Il sogno americano non è per tutti. L’emergenza senzatetto a New York

di Leonardo Passeri

Il numero di senzatetto a New York ha raggiunto la scorsa settimana quota 81 mila. Mentre l’emergenza si aggrava, il sindaco Eric Adams è in attrito col Consiglio comunale, che ha proposto una legge tesa ad incrementare le sovvenzioni istituzionali per combattere la crisi abitativa. Secondo i sostenitori, la manovra sarebbe fattibile e pure doverosa, ma per Adams e per un osservatorio fiscale no-profit non ci sarebbero i soldi necessari.

L’attuale politica abitativa prevede l’erogazione di cosiddetti housing voucher per i senzatetto che abbiano dimostrato la loro nullatenenza trascorrendo almeno 90 giorni presso uno degli appositi rifugi, i quali stanno sperimentando tuttavia grossi problemi logistici nell’accoglienza di tutti i bisognosi.

I buoni per l’affitto, però, hanno aiutato molte famiglie in difficoltà se si considera che meno dell’1% di quante hanno abbandonato i rifugi grazie ai voucher ha poi fatto ritorno in queste strutture. L’obiettivo del ddl è quindi garantirne di più, anche facendo fronte ad alcune falle del mercato immobiliare di New York, come prezzi fin troppo cari e la discriminazione di alcuni agenti e proprietari ai danni di chi voglia usufruire della sovvenzione. Questa pratica – ovviamente illegale – è costata a ben 120 società immobiliari l’accusa in tribunale di precludere intenzionalmente l’accesso ai loro immobili agli aventi diritto.

A sorpresa, il maggior ostacolo all’attuazione della legge sarebbero le finanze limitate della pur appariscente città di New York, capitale del mondo e del consumo occidentale. Infatti, mentre i proponenti sostengono che il costo dell’erogazione di nuovi buoni sarebbe compensato dall’eventuale risparmio sul finanziamento dei rifugi, dei servizi di assistenza alla salute mentale e delle forze dell’ordine, per il presidente della Citizens Budget Commission – Andrew Rein – la situazione è più intricata.

Nell’anno fiscale in corso, si stima che le istituzioni avranno fornito assistenza per l’affitto a oltre 11.000 famiglie senza dimora, con una spesa pubblica di 630 mln di dollari in cui la voce principale sono proprio gli housing voucher. Per il prossimo, invece, il budget per le sovvenzioni alla casa sarà notevolmente ridotto, attestandosi sui $192 mln – col sindaco Adams che sembra più incline a seguire le valutazioni di Rein anziché quelle del Consiglio comunale.

Secondo un’indiscrezione del New York Times, tale scelta avrebbe infastidito Jessica Katz – l’architetto dell’intero piano abitativo emergenziale – tanto da dimettersi lo scorso 24 maggio.

Tirare le fila del discorso, quindi, diventa difficile. Se da un lato New York è sicuramente tra le città statunitensi più attive nella ricerca di una soluzione alla questione dei senzatetto, dall’altro non sembra riuscire a dare l’accelerata decisiva per affrontare meglio il problema. E in questa fatale indecisione, accadono fatti come l’omicidio di Jordan Neely e si avanzano proposte perlomeno discutibili come quella di sottoporre ad un ricovero coatto i senzatetto che, seguendo criteri ancora poco chiari, verrebbero valutati come psicotici da poliziotti che dovrebbero improvvisarsi assistenti sociali. L’ordinanza è dello stesso sindaco Eric Adams, ex capitano di polizia.

In questo momento, dunque, la “Grande Mela” appare marcia, se non addirittura avvelenata in alcune sue estremità – e semina discordia tra chi ne determina le sorti.

Leonardo Passeri

Foto di Jon Tyson su Unsplash
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