mercoledì, Aprile 17, 2024
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Il sussidio economico da solo non basta per contrastare la povertà

Secondo uno studio condotto dal centro studi CGIA di Mestre, solo il 40% dei lavoratori disoccupati che percepiscono il sussidio di disoccupazione sono in grado di rientrare nel mondo del lavoro entro un anno. Una situazione preoccupante, soprattutto se si considera che in Italia ci sono quasi 2 milioni di persone che si trovano in questa situazione.

Il sussidio di disoccupazione, infatti, non è sempre sufficiente per garantire un’adeguata assistenza alle persone che lo ricevono, poiché in molti casi il sostegno economico offerto è troppo basso e non copre le spese necessarie per sostenere una famiglia. Inoltre, molte delle politiche per l’occupazione messe in atto dallo Stato italiano sono poco efficaci, poiché spesso mancano di una strategia coordinata e di una visione a lungo termine.

Per questo motivo, molte persone disoccupate si trovano a dover scegliere tra il sussidio di disoccupazione e il lavoro precario, spesso sottopagato e poco qualificato. Questa scelta, tuttavia, non risolve il problema della povertà, poiché il reddito da lavoro non è sufficiente per sostenere adeguatamente la propria famiglia.

Ma esiste un’altra categoria di persone, gli “occupabili perdenti sussidio”, che sono ancora più vulnerabili. Si tratta di lavoratori che hanno perso il lavoro a causa della crisi economica e che hanno esaurito il periodo massimo di durata del sussidio di disoccupazione, senza trovare un nuovo impiego. Questi lavoratori sono spesso poco appetibili per le imprese, poiché sono considerati “vecchi” o “troppo costosi”, e per questo motivo hanno difficoltà a trovare un nuovo lavoro.

Secondo le statistiche, gli “occupabili perdenti sussidio” rappresentano il 20% dei disoccupati in Italia. In molti casi, questi lavoratori si trovano costretti a rivolgersi ai servizi sociali per chiedere aiuto, ma spesso ricevono un’assistenza insufficiente e poco efficace.

Secondo il Centro studi CGIA di Mestre, per contrastare la povertà occorre adottare una strategia globale e integrata, che preveda l’implementazione di politiche per l’occupazione efficaci e sostenibili nel tempo, il sostegno alle famiglie e ai bambini, e l’implementazione di politiche per l’edilizia sociale.

Secondo l’Istat del 2020, in Italia il 14,5% della popolazione vive in condizione di povertà relativa, ovvero ha un reddito inferiore al 60% della media nazionale. Inoltre, il tasso di disoccupazione in Italia rimane tra i più alti dell’Unione Europea, soprattutto tra i giovani e i lavoratori con basso livello di istruzione.

In questo contesto, è fondamentale che gli interventi di contrasto alla povertà siano mirati non solo a garantire un sostegno economico alle famiglie in difficoltà, ma anche a favorire il loro reinserimento lavorativo attraverso politiche attive del lavoro, formazione e riqualificazione professionale. Solo così sarà possibile contrastare in modo efficace il fenomeno della povertà e dell’esclusione sociale.

Foto di Sigmund su Unsplash

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