martedì, Settembre 27, 2022
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Il tempo del pomodoro giusto. La campagna “Sfruttazero”

Il mondo diverso di cui diciamo di continuo di aver bisogno non può restare solo un’aspirazione, un sogno, un’utopia. Va messo in pratica. L’importanza e la concretezza del progetto sulla filiera del pomodoro di SfruttaZero sono piuttosto evidenti e non hanno bisogno di grandi spiegazioni. Ma la costruzione di un mondo nuovo, niente affatto facile se si tratta di autoproduzioni di salsa di pomodoro, di tipo cooperativo e mutualistico, promosso da persone italiane con difficoltà lavorative e persone straniere vittime di sfruttamento in agricoltura, ha i suoi tempi. Quello del preacquisto è del tutto essenziale per SfruttaZero: sfruttazero@gmail.com. Siate lungimiranti, il tempo è adesso.

Di seguito l’appello della campagna Sfruttazero per informazioni sulla fase di pre-acquisto che ogni anno accompagna la fase della raccolta dei pomodori.

“In questi giorni, in moltə ci state scrivendo per avere informazioni sulla campagna di pre-acquisto che ogni anno accompagna la fase della raccolta dei pomodori. Effettivamente arriva con un po’ di ritardo rispetto al solito, ma è stato importante prendersi del tempo necessario per la riflessione e il confronto e per trovare le parole giuste che oggi scegliamo di condividere con voi.

Stiamo affrontando una serie difficoltà finanziarie: la filiera del pomodoro #SfruttaZero dalla coltivazione alla trasformazione fino alla distribuzione ha bisogno di risorse economiche importanti per sostenersi. Attualmente sono terminate.

Quest’anno non stiamo riuscendo a sostenere i costi di tale produzione, proprio perché fuori dalle logiche del mercato: la cura e la preparazione del terreno senza utilizzo di fitofarmaci, la manutenzione generale del fondo agricolo, il pagamento delle buste paga, quindi i contributi e le tasse varie, l’attività connessa di sostegno ai lavoratori e alle lavoratrici migranti (a cui non viene riconosciuto ingiustamente il documento), la distribuzione autogestita tendenzialmente fuori dai meccanismi di sfruttamento del capitale nel settore della logistica.

Il sostentamento di questa filiera ha bisogno di più risorse economiche. Poiché pensiamo che la società tragga un maggiore giovamento da questa e analoghe filiere fuori mercato, chiediamo un sostegno economico lungimirante.

Sì, lungimirante è l’aggettivo giusto. Quando abbiamo costruito questa filiera alternativa volevamo opporci fattivamente alla crisi sociale che comporta delle ricadute sulle condizioni lavorative e l’accesso al cibo di qualità.

Nonostante siano nate tante altre esperienze di economia sociale analoghe a SfruttaZero, il contesto di precarietà e sfruttamento, delle risorse umane e ambientali, esercitati dal mercato si è aggravato.

La crisi è diventata addirittura di riproduzione e rigenerazione delle forze vitali necessarie al mantenimento dello stesso sistema economico-produttivo e, contemporaneamente, sanitaria-ambientale.

In questa nuova fase abbiamo costruito altre pratiche fuori mercato complementari a SfruttaZero per opporci all’aggravamento della crisi come, ad esempio, l’Emporio Fuorimercato al Bread&Roses presso Bread&Roses, spazio di mutuo soccorso e lo sportello di autodifesa sindacale Villa Roth – casa autogestita.

Lungimirante sarà quel sostegno economico a SfruttaZero e indirettamente alle altre pratiche Fuorimercato per costruire un’alternativa alla duplice crisi, sociale e ambientale. Gli scorsi anni, a coloro che hanno preso parte alla campagna abbiamo chiesto di contribuire con un acconto del 50% sulla spesa totale. Quest’anno, a chi può, chiediamo di partecipare coprendo la spesa nella sua interezza.

Per Informazioni e pre-acquisto solidariadistribuzione@gmail.com

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