giovedì, Febbraio 29, 2024
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Il viaggio di Giorgia Meloni in India come rappresentante dell’industria bellica italiana

Mentre il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a capo chino rendeva omaggio alle vittime del naufragio che ha ucciso almeno 70 migranti dinanzi alle coste della Calabria, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata in India per una visita rivolta a riprendere il filo dei rapporti con la ormai terza economia mondiale dopo Usa e Cina.

Al Raisina Dialogue, una conferenza multilaterale che si tiene ogni anno a Nuova Delhi, Meloni ha affermato che le identità geografiche di India e Italia sono simili a causa della comune “peninsularità” di entrambe le nazioni. E in effetti le cartine geografiche le danno ragione.

Ha anche detto che l’Italia sta lavorando per essere il ponte che collega il Mediterraneo orientale, l’Africa e l’Europa e i paesi produttori dovrebbero beneficiare delle loro risorse.

Ma dietro le parole di prammatica Meloni è andata a per riannodare fili commerciali e politici messi in crisi dalla vicenda dei due Marò italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani il 15 febbraio 2012. A questa crisi si era poi aggiunta la crisi dovuta alle presunte tangenti pagate da Finmeccanica ad alcuni funzionari del governo indiano, 51 milioni di dollari per l’acquisto di 12 elicotteri da parte di Agusta Westland, una commessa da 560 milioni di dollari in totale.

Finmeccanica, leggi Leonardo, era finita nella blacklist di New Delhi, mentre il presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi finiva in prigione per corruzione internazionale. Alla fine Orsi è stato assolto da tutte le accuse, ma l’India annullò il pagamento degli elicotteri dopo averne ricevuti tre dei dodici concordati, ricorrendo a un arbitrato internazionale.

Il primo ministro Narendra Modi approfittò della circostanza per fare i conti al suo interno con la potente famiglia Gandhi, i suoi principali oppositori nella lotta per il potere, per i loro legami con l’uomo chiave dell’affare degli elicotteri, Christian James Michel, anch’egli assolto per la vicenda.

Questo il passato che Meloni vuole cancellare e che Modi è ben lieto di dimenticare in cambio di una ripresa dei rapporti commerciali con le oltre 600 aziende italiane presenti in India, mettendo sul piatto 200 miliardi di euro per l’acquisto e la produzioni di armamenti made in Italy.

Dal 2021 Leonardo/Finmeccanica, dimenticata la truffa degli elicotteri, è stata riammessa al tavolo delle trattative con l’India ed è stata presente con un suo stand alla mostra di gioiellini tecnologici di morte di Aero India 2023, con altre 809 aziende specializzate in armamenti, chiusa il 17 febbraio scorso.

Tuttavia il procedimento giudiziario sul fronte indiano resta in piedi ed è condotto dal Central Bureau of Investigation in un tribunale di Nuova Delhi . Uno dei principali imputati, quel Christian James Michel sopra citato, il presunto intermediario nell’affare, continua a essere detenuto in carcere dopo la sua estradizione dagli Emirati Arabi Uniti.

Una delle conseguenze della messa al bando di Leonardo è stata la disdetta del programma di acquisizione di siluri pesanti per i sottomarini Scorpene della Marina indiana. Il siluro Black Shark prodotto da WASS, sempre appartenente a Leonardo. WASS.

Oggi Leonardo sta tentando di piazzare radar e sistemi di sorveglianza, rilevamento e protezione dai sistemi aeronautici privi di pilota e dei sensori RAT 31DL e TMMR. Come segnala la testata Bloomberg i due paesi stanno per firmare un accordo di cooperazione per fornire la portaerei indiana INS Vikarant.

Alla firma degli accordi seguiranno corsi di formazione tra i due eserciti e manovre militari congiunte, come annunciato dal primo ministro Modi.

La visita di Meloni avviene in concomitanza con l’incontro dei ministri degli esteri del G20 a presidenza indiana, a cui partecipa i ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Il sensore RAT 31DL

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