mercoledì, Luglio 17, 2024
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Il voto a destra dei poveri, uno schiaffo all’ipocrisia della sinistra

Quando parliamo di percentuali così ampie, una media del 40% in Italia, Francia, Germania, Belgio, Austria, Ungheria, raccolte dalla destra estrema, declinata fino alle sue espressioni esplicitamente neonaziste, stiamo dicendo che quei voti sono in gran parte espressione della volontà dei ceti più deboli e marginalizzati dalle politiche nazionali ed europee.

Allora dobbiamo dire delle cose molto antipatiche, se vogliamo, oltre che capire, costruire un mondo basato sulla solidarietà e non sull’arrivismo sociale e l’egoismo. Da molto tempo, dalla crisi del modello industriale post seconda guerra mondiale, i poveri votano contro i loro interessi, a favore di forze politiche che hanno come programma l’eliminazione del welfare, il mercato selvaggio del lavoro, il darwinismo sociale.

I meno abbienti ormai devono fare i conti con questa situazione e lottano l’uno contro l’altro per sopravvivere, accettando le nuove regole, che prevedono l’eliminazione dei meno attrezzati per questo scontro. Il sintomo più evidente è la fine dell’importanza attribuita al ruolo della cultura, che nel ventesimo secolo significava emancipazione sociale e migliori opportunità di lavoro e qualità della vita.

Immigrazione, tasse, Banca Centrale Europea, tecnocrati di Bruxelles, questi sono i nemici indicati ai poveri dalla destre. E siccome le sinistre di governo europee difendono immigrazione, tasse, Banca Centrale Europea e tecnocrati di Bruxelles, è evidente che vengono sepolte nelle urne dallo rabbia e lo scontento dei meno abbienti.

Non si può dire a chi lavora in nero per 5 euro l’ora e viene minacciato da chi farebbe quello stesso lavoro per 4 euro l’ora, pur di mangiare, che è un egoista perchè finisce per detestare gli immigrati, usati strumentalmente dal liberismo proprio a questo scopo. Venute meno l’istruzione e la cultura necessarie a comprendere il quadro sociale, il messaggio della destra non trova più ostacoli a diventare consenso politico.

Non si possono vagheggiare governi con a capo ex governatori della Banca Centrale Europea, sostenendo che è per il bene comune, perchè ai meno abbienti di rispettare il deficit di bilancio imposto da Bruxelles importerebbe solo se questo comportasse che una media del 12% dei cittadini Ue uscisse in questo modo dalla povertà estrema.

Non si può far finta d’ignorare che tutti i soldi usciti dalle agenzie dell’Onu e della Ue sono finiti per la maggior parte in mano a despoti nei paesi in via di sviluppo e non ai popoli a cui erano destinati. Perchè c’è una vera mafia europea e mondiale, pulita e tecnocratica, che puzza di fotocopiatrici e non di sudore, che gestisce i fondi e pratica beneficenza pelosa su cui lucrare, per concordare con gli affamatori locali del popolo la presenza di distruttori dell’ambiente e della vita come l’italiana Eni e le sue consorelle mondiali. Sono più leali i cinesi, che si comprano il debito pubblico dei paesi in via di sviluppo, colonizzandoli a fini geopolitici ovviamente, ma almeno costruendo infrastrutture necessarie sul posto con manodopera locale.

Le sinistre di governo europeo continuano a riproporre come ricetta contro la povertà il keynesismo del secolo scorso, una tassazione da cui attingere per far funzionare la macchina statale, salvo poi una volta al governo tagliare istruzione e sanità pubblica e servizi sociali. Perchè quel modello funziona solo con un’occupazione stabile e regolarizzata, cosa resa impossibile dalla stessa deregolarizzazione dei diritti del lavoro che le sinistre di governo per prime hanno caldeggiato, un esempio è il Jobs Act italiano.

Ma se è troppa fatica per la sinistra guardare al quadro mondiale ci si accontenti di quelli locali. Di quando associazioni e cooperative del terzo settore partecipano a bandi di assistenza che comportano paghe per personale specializzato di 4 euro l’ora. Pensioni dopo quarant’anni di assistenza di 700 euro. Bandi erogati da Regioni governate da coalizioni di centrosinistra, perchè dovrebbero fare diversamente quelle governate dagli altri?

Persino negli Usa stanno sperimentando forme di erogazione diretta di denaro ai meno abbienti. Intanto per mangiare. Poi per promuovere micro imprese e quindi formazione. Oltre oceano il welfare era limitato a chi un lavoro ce l’aveva, con le detassazioni, ora nella patria del liberismo selvaggio stanno ripensando quel modello che ha acuito la povertà. Da noi si continuano a chiedere tasse anticipate alle partite iva, i poveri del terzo millennio.

Se non si prende d’assalto, ad esempio, tutto il comparto della nuova logistica, sì proprio quello dell’e-commerce, dei ritmi da bestie da soma del lavoro, delle consegne di prodotti e cibo a domicilio, si acuisce la povertà. Le forme di sindacalizzazione in questo settore sono addirittura criminalizzate, vietate, inquisite dalle Procure. Avete mai sentito la voce forte di un esponente della sinistra di governo tuonare contro questa situazione?

Ecco perchè i poveri votano a destra e non si curano di sostenere gente che in passato metteva ebrei e oppositori politici nelle camere a gas, è semplice, elementare ed evidente. Ma non si può dire. Perchè ti accusano di essere idealista nel migliore dei casi, di essere un pericoloso radicale da mettere nell’angolo nella maggior parte dei casi.

L’ipocrisia del volersi bene, della solidarietà ideale che cozza contro la situazione materiale, espressa da quel ceto di impiegati della politica che caratterizza la sinistra istituzionale e che ha interesse a mantenere il proprio piccolo vantaggio. L’ipocrisia del ceto dirigente di cooperative e associazioni del terzo settore, dell’amichettismo (Abate docet) per vincere bandi culturali e di assistenza che esclude chi non è colluso con questo mondo, che si estende da Roma a Bruxelles. Lo so, ci facciamo nemici dicendo queste cose, ma così è.

La sinistra è oggi un mondo chiuso che ritiene consumando a pranzo prodotti etnici di essere multiculturale. Un mondo serrato alla pioggia e serrato alla luce, direbbe Sandro Penna. Un mondo che riproducendo se stesso riproduce la povertà culturale ed economica che a parole dice di combattere. Ma i poveri non ci cascano più e votano il peggio che offre la società, perchè con l’antifascismo di maniera non mangiano. Soltanto quando li avremo sfamati potremo permetterci di biasimarli.

Foto di Torsten Dettlaff: https://www.pexels.com/it-it/foto/sciopero-di-illuminazione-67102/

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