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In Cina eliminati dai social tutti i video che mostrano la povertà nel paese

il presidente cinese Xi Jinping afferma che il Paese ha sconfitto la povertà. Tuttavia, i video sulla povertà in Cina o che discutono della povertà sono un tabù e sono stati banditi dalle piattaforme di notizie o social media nel paese.

Un video di una donna anziana che mostrava quali generi alimentari poteva comprare con 100 yuan, più o meno 13 euro, che era all’incirca la sua pensione mensile e unica fonte di reddito, è stato cancellato dopo essere diventato virale sui siti di social media in Cina.

Hu Chenfeng ha registrato il filmato che è stato rimosso da Internet cinese e lo ha pubblicato su popolari siti di video. Secondo molti commentatori critici sui social media, stava mostrando un aspetto sociale che non doveva essere condiviso.

“Questo argomento è intoccabile”, ha scritto un commentatore in un thread di discussione ora cancellato su Zhihu, un sito simile a Quora e ad altre piattaforme di forum online. Un altro ha scritto: “Il suo account è stato censurato semplicemente perché ha mostrato com’è la vita per molte persone”.

Gli account sui social media di un cantante che si è sfogato sulla povertà in Cina attraverso le sue canzoni sono stati sospesi. “Mi lavo la faccia ogni giorno, ma la mia tasca è più pulita della mia faccia”, canta. “Sono andato al college per aiutare a ringiovanire la Cina, non per consegnare pasti”. La sua canzone è stata bandita e i suoi account sui social media sono stati sospesi.

L’anno scorso, nel 2022, un lavoratore migrante in Cina ha ottenuto simpatia e attenzione diffuse dopo essere stato visto lavorare duramente per sostenere la sua famiglia, dopo essere risultato positivo al Covid. La censura ha bloccato le discussioni su di lui e le autorità locali hanno piazzato personale fuori dalla sua casa per impedire ai giornalisti di contattare lui e la sua famiglia.

Nel 2021, Xi Jinping aveva dichiarato “una vittoria globale nella battaglia contro la povertà”. Eppure molte persone rimangono povere o vivono appena al di sopra della soglia di povertà. Il tema della povertà è diventato un argomento tabù che attira le ire del governo.

A marzo, la Cyberspace Administration of China, l’autorità di regolamentazione di Internet del Paese, ha annunciato che avrebbe represso chiunque pubblicasse video o post che “manipolano deliberatamente la tristezza, incitano alla polarizzazione, creano informazioni dannose che danneggiano l’immagine del Partito e del governo, e sconvolge lo sviluppo economico e sociale”.

Tra le altre cose la Cyberspace Administration ha vietato i video tristi di anziani, disabili e bambini.

Dietro il divieto c’è un governo desideroso di mantenere positivi tutti i discorsi sulla Cina, secondo l’analisi del New York Times. Il Partito Comunista si vanta di quante persone ha tirato fuori dalla povertà negli ultimi quattro decenni, rifiutandosi di menzionare come abbia gettato l’intera nazione nella povertà assoluta sotto Mao.

La riduzione della povertà è una medaglia che il partito ostenta per rivendicare la propria legittimità. Ma nonostante l’ascesa della Cina come potenza economica, la sua rete di sicurezza sociale resta inadeguata e il governo è ansioso di bloccare qualsiasi discussione sulle condizioni che devono affrontare i poveri.

Cercando la parola cinese “pinkun”, o povertà, sul più grande portale di notizie del paese, qq.com, la notizia principale riguarda una ricerca che mostra che la povertà è la quarta principale causa di morte negli Stati Uniti. I mezzi di informazione raramente riportano le cause sistemiche della povertà in Cina.

by SlapAyoda

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