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In Italia ti laurei solo se hai i soldi. 11 Atenei hanno tassazioni fuorilegge

L’Unione degli Universitari (UDU) ha pubblicato il report “Università, quanto mi costi“, un’analisi approfondita sulle tasse universitarie in Italia. I risultati sono sconfortanti, vediamoli nel dettaglio.

Secondo lo studio, la tassa media per gli studenti delle università pubbliche italiane varia tra i 900 e i 1000 euro, mentre per le università private la media sale a 3.408 euro all’anno. I costi per un master in un ateneo pubblico si aggirano intorno ai 3.543 euro annui. Le università pubbliche italiane raccolgono complessivamente circa 1,5 miliardi di euro dalle tasse studentesche, cifra che sale a 1,8 miliardi considerando tutte le entrate legate alla didattica.

“Questi dati – spiega Simone Agutoli dell’Esecutivo Nazionale dell’UDU – mostrano chiaramente quanto le università dipendano in modo preoccupante dalle tasse studentesche per il loro sostentamento finanziario. È inaccettabile che il governo non intervenga per garantire un finanziamento adeguato degli atenei tramite fondi pubblici”.

Il report continua con un confronto a livello europeo, sottolineando che la tassazione universitaria italiana è tra le più alte del continente, nonostante gli interventi calmieranti dal 2017 al 2021 che hanno innalzato l’esonero totale a 22mila punti ISEE. Agutoli esprime preoccupazione per il fatto che il Governo Meloni abbia arrestato qualsiasi progresso nella riduzione delle tasse, aumentando il rischio di ulteriori aumenti per gli studenti.

La Ministra Bernini è stata criticata da Agutoli per aver dichiarato che il 40% degli studenti non paga le tasse. “Questa percentuale – chiarisce Agutoli – si riferisce solo agli studenti degli atenei statali, non a tutti gli universitari italiani. In realtà, meno di un terzo degli studenti universitari non paga tasse. Inoltre, molti atenei non ricevono adeguati rimborsi dal Ministero per gli esoneri concessi, creando ulteriori disparità finanziarie, specialmente al Sud, dove il numero di studenti esonerati è molto alto. È essenziale che il Ministero garantisca un’entrata media uniforme per tutti gli iscritti”.

Lo studio mette in evidenza significativi divari territoriali nella tassazione media tra le università italiane. Gli atenei del Nord raccolgono entrate molto più elevate rispetto a quelli del Sud, aggravando le disuguaglianze regionali. Le tasse medie per iscritto variano da 400-500€ a Sassari, Foggia, Napoli Orientale e Calabria, fino a 1400-1600€ per Insubria, Politecnico di Milano e i due atenei di Venezia. L’università con le tasse medie più alte raccoglie una cifra tre volte e mezzo superiore rispetto a quella con le tasse più basse.

“Denunciamo – prosegue Agutoli – che almeno 11 atenei italiani superano il limite massimo di legge. Il DPR n. 306/1997 stabilisce che le università possono chiedere al massimo il 20% di contribuzione studentesca rispetto al finanziamento ordinario statale.

Il Consiglio di Stato ci ha dato ragione in un ricorso contro l’Università di Torino, condannandola a rimborsare 39 milioni di euro. Secondo le nostre simulazioni, 11 atenei (Insubria, Politecnico di Milano, Venezia Ca’ Foscari, Milano Bicocca, Milano Statale, Verona, Bologna, Piemonte Orientale, Modena-Reggio Emilia, Padova e probabilmente Venezia IUAV) superano questo limite, raccogliendo illegalmente 68 milioni di euro.

Una seconda simulazione aggiunge altri 3 atenei (Udine, Pavia e Torino) alla lista, portando il totale dello sforamento a 92 milioni di euro. È gravissimo che il governo ignori questa situazione”.

Concludendo, Agutoli afferma: “L’UDU propone un modello di contribuzione studentesca più equo e accessibile. Il nostro obiettivo è rendere l’istruzione universitaria completamente gratuita, finanziata dalla fiscalità generale con un aumento di 2,2 miliardi di euro. Solo così potremo eliminare ogni barriera all’accesso e promuovere un’educazione diffusa e democratica.

Attualmente, chi non è esonerato per motivi di reddito o merito subisce una tassazione pesante; i costi dei master sono quasi sempre proibitivi. Chiediamo alla Ministra Bernini di garantire finanziamenti adeguati e impedire gli aumenti delle tasse universitarie che stiamo osservando in alcuni atenei”.

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