martedì, Settembre 27, 2022
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In povertà il doppio dei minori rispetto agli adulti

Questo stillicidio quotidiano, settimanale, mensile, annuale, infinito, di dati sull’aumento della povertà senza freni rischia di produrre in chi legge l’assuefazione. E’ compito di chi ne parla insistere senza stancarsi affinchè non ci si abitui mai a un fenomeno che in Italia colpisce soprattutto i minori e i bambini. E non ci si potrà mai abituare a un dato così sconcertante, che pone l’Italia ai primi posti in Europa per le ingiustizie verso i più giovani. Lo conferma Save the Children, che ha reso noti gli ultimi dati sul fenomeno.

In Italia la povertà assoluta colpisce il 14,2% della popolazione sotto i 17 anni, rispetto al 9,1% tra i 35 e i 64 anni, e al 5,3% degli over 65, come dicevamo il divario più grande tra i paesi europei rispetto alla povertà degli adulti. E anche in divenire la situazione è tragica perchè lo studio ci dice che un bambino da noi ha tre volte le possibilità di un adulto in età pensionabile di trovarsi in stato di povertà assoluta, il doppio rispetto alla media della popolazione. I ragazzi che al compimento dei 15 anni hanno abbandonato la scuola o risentono della cosiddetta “dispersione” hanno per il 45% non raggiunto le competenze necessarie in italiano e il 51% in matematica. A questi dobbiamo aggiungere gli 876 mila bambini che frequentano con enorme discontinuità persino la scuola dell’infanzia.

A essere colpiti dall’incapacità di sviluppare strumenti per comprendere un testo in quel 51% sono soprattutto i figli dei migranti e gli italiani che vivono al Sud. Un giovane su cinque, due milioni di ragazzi, tra i 15 e i 29 anni si trova al di fuori sia dei percorsi scolastici che di formazione per il lavoro. Ma il problema principale, come dicevamo, si pone nel meridione: per ogni due occupati ce ne sono tre al di fuori del lavoro in Campania, Calabria e Sicilia.

Save the Children propone al governo di raddoppiare gli investimenti sul piano nazionale della Child Guarantee. Un provvedimento deve essere preso per garantire la mensa scolastica gratuita nella scuola primaria ai bambini in condizioni di disagio economico. Ma non solo. L’organizzazione chiede la formazione di 30 mila nuove educatrici ed educatori per asili nido e poli zero-sei. Si tratta in sostanza di provvedere a misure straordinarie per reinserire nel mondo della formazione e del lavoro almeno un milione di giovani entro il 202

“L’impegno a dare ai bambini e ai ragazzi le opportunità che meritano deve andare oltre i nostri confini. Come insegna l’attività di Save the Children, ne va della pace e della coesione mondiale, della sostenibilità dell’economia globale, della tutela delle persone più vulnerabili. L’assistenza umanitaria e le politiche di sviluppo devono andare di pari passo. Il Governo italiano – ha concluso – intende continuare a fare la sua parte anche in questo”.

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