domenica, Maggio 19, 2024
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In Puglia 4223 infortuni sul lavoro dall’inizio dell’anno

Mentre è ancora viva l’emozione per la tragedia di Suviana in Emilia Romagna, dove hanno perso la vita sette operai impegnati nella manutenzione della centrale idroelettrica di Bargi, si riaccendono i riflettori su incidenti e morti bianche nel Sud d’Italia e in particolare in Puglia.

Da inizio anno, la Puglia ha registrato un bilancio drammatico di 4223 infortuni sul lavoro, 1.455 donne e 2.768 uomini, inclusi almeno sei casi mortali. Questa escalation di incidenti, certificata dall’Inail, ha provocato una reazione decisa dai sindacati, in particolare in seguito all’ultima tragedia che ha colpito la regione, costando la vita ad Angelo Coturno, un operaio sessantenne di San Marzano nel Tarantino.

L’incidente è avvenuto durante un’operazione di getto di cemento per la copertura di tubazioni in un cantiere della futura superstrada Taranto-Avetrana, quando il mezzo utilizzato ha interagito fatalmente con cavi ad alta tensione, causando l’elettrocuzione e il decesso di Coturno.

Di fronte a questo ennesimo lutto, i sindacati hanno espresso un rifiuto categorico nei confronti dei consueti messaggi di cordoglio, sottolineando la necessità di azioni concrete per arrestare la “mattanza” degli operai, che lasciano le loro case al mattino per non farvi ritorno.

La Puglia è la quarta regione d’Italia per incidenti mortali. Nel 2023 ci sono state 3.971 denunce e fra gennaio e febbraio i maggiori infortuni si sono verificati nel settore della sanità e assistenza sociale con 352 denunce, delle attività manifatturiere con 226 denunce, del commercio con 201 denunce e delle costruzioni con 208 denunce.

L’analisi sul territorio pugliese evidenzia che, nei primi due mesi dell’anno, il numero più elevato di denunce si è registrato a Bari, seguito da Lecce e da Taranto.

La Fillea Cgil Taranto ha esortato a individuare e assumere le responsabilità per la morte di Cotugno, evidenziando le precarie condizioni lavorative notoriamente diffuse nel settore edificate.

La stessa Semat, ditta per cui lavorava Coturno e attualmente in concordato preventivo, era già al centro delle proteste dei dipendenti, in quanto non ha pagato i trattamenti di cassa integrazione relativi ai mesi finali del 2023. In questo contesto, la necessità di un rinnovamento legislativo in materia di sicurezza e prevenzione sul lavoro è diventata evidente.

Mentre gli appalti rimangono l’ambito con il più alto tasso di incidenti mortali, l’UGL ha sottolineato l’urgenza di intensificare i controlli per assicurare il rispetto delle normative esistenti e promuovere una cultura della sicurezza.

Parallelamente, la Cisl ha annunciato l’intenzione di sollevare la questione durante l’assemblea nazionale a Roma, chiedendo un impegno più marcato per contrastare quella che è stata definita una “scia di sangue inaccettabile” nel mondo del lavoro.

A febbraio 2024, l’Italia ha registrato un totale di 119 vittime sul lavoro, con un aumento del 24,7% di morti in occasione di lavoro rispetto all’anno precedente. L’indagine condotta dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre evidenzia un’alta incidenza di mortalità tra gli over 65 e i lavoratori stranieri, questi ultimi con un rischio di morte sul lavoro più che doppio rispetto agli italiani.

Le regioni italiane sono state classificate in base all’incidenza di morti sul lavoro, con Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige e Calabria in “zona rossa” per un’incidenza superiore alla media nazionale.

La Lombardia registra il maggior numero di vittime. A livello provinciale, Foggia, Bari e Lecce mostrano elevati indici di incidenza. Nel settore, le costruzioni hanno il tasso più alto di decessi, seguite da trasporti, magazzinaggio, commercio e manifatturiero.

L’età più colpita è tra i 55 e i 64 anni, e il lunedì è il giorno con il maggior numero di infortuni mortali. Gli stranieri rappresentano un’alta percentuale delle vittime, e le denunce più numerose provengono dal settore manifatturiero.

“V^Basta morti sul lavoro” by FilleaCgilNazionale is licensed under CC BY-SA 2.0.
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