giovedì, Febbraio 29, 2024
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In Sudan uccisi 28 rifugiati. Gli sfollati per la guerra sono almeno due milioni e mezzo

L’Unhcr, l’Agenzia dell’Onu per i rifugiati, ha espresso una profonda preoccupazione per la situazione dei civili in Sudan. Sia gli sfollati interni nel paese che i rifugiati coinvolti nel conflitto in corso stanno diventando vittime indiscriminate dei combattimenti e vengono privati della possibilità di cercare sicurezza.

Questa preoccupazione è stata rafforzata dalla conferma che il 25 giugno, a Khartoum, 28 rifugiati ospitati dal Sudan sono stati uccisi durante i combattimenti, mentre altri sono rimasti feriti. L’Unhcr è profondamente sconvolta da questi eventi e desidera esprimere le sue più sentite condoglianze alle famiglie colpite. L’agenzia sta attualmente lavorando per identificare le vittime, rintracciare i parenti e fornire supporto psicosociale e di altro tipo.

Il direttore regionale dell’Unhcr per la Regione dell’Est e del Corno d’Africa e dei Grandi Laghi, Mamadou Dian Balde, ha dichiarato che i rifugiati e gli altri civili sono ancora una volta le vittime innocenti di questa tragica guerra. Egli ha sottolineato l’importanza di consentire ai civili di spostarsi liberamente verso luoghi più sicuri, garantendo la loro protezione, il loro benessere e il rispetto dei loro diritti umani fondamentali. Entrambe le parti coinvolte nel conflitto devono rispettare il diritto umanitario internazionale e i diritti umani, ponendo la sicurezza e il benessere delle comunità colpite, compresi i rifugiati, come priorità assolute.

Nonostante gli appelli ripetuti da tutte le parti affinché si proteggano i non combattenti, i civili innocenti, inclusi i rifugiati, sono ancora costretti a fuggire dai combattimenti in circostanze estremamente pericolose. Essi subiscono molestie, abusi, furti e altre azioni criminali. Prima dell’uccisione dei 28 rifugiati, più di 500 rifugiati che cercavano di sfuggire al conflitto a Khartoum e in altre località colpite sono stati intercettati da gruppi armati mentre cercavano un luogo sicuro. È stato impedito loro di proseguire e hanno subito il furto dei loro beni e la confisca dei veicoli che stavano utilizzando. Questo li ha lasciati in uno stato di estrema vulnerabilità, senza accesso all’acqua potabile e senza mezzi di trasporto per lasciare la città.

Anche nel Darfur occidentale, dove il conflitto si sta intensificando, ci sono segnalazioni non confermate di persone a cui è stato impedito di lasciare El Geneina in cerca di sicurezza, anche attraverso il confine con il Ciad. L’Unhcr condanna fermamente questi incidenti, definendoli inaccettabili, e sottolinea le enormi sfide che i civili devono affrontare quando cercano sicurezza lontano dalle zone di conflitto.

Secondo i dati diffusi dall’Unhcr, dopo nove settimane di conflitto in Sudan, oltre due milioni e mezzo di persone sono state costrette a sfollare all’interno del paese e verso i paesi confinanti. Prima di questa crisi, il Sudan ospitava già 1,1 milioni di rifugiati, provenienti principalmente dal Sud Sudan, dall’Eritrea, dall’Etiopia e dalla Siria.

La situazione attuale evidenzia l’urgenza di una risposta globale per proteggere i civili vulnerabili e garantire loro l’accesso a sicurezza, assistenza umanitaria e diritti fondamentali. È fondamentale che la comunità internazionale e tutte le parti coinvolte nel conflitto si impegnino per porre fine alla violenza e promuovere una soluzione pacifica e duratura.

by Oxfam International
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