giovedì, Maggio 23, 2024
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In Tanzania 58 morti per le inondazioni. Sfollati senza cibo

Il governo ha riferito che in Tanzania, devastata da intense precipitazioni negli ultimi quindici giorni, 58 persone hanno perso la vita a causa delle inondazioni. La regione costiera ha risentito maggiormente di queste condizioni climatiche estreme, con 126.831 persone direttamente colpite.

Domenica, il portavoce del governo, Mobhare Matinyi, ha annunciato che sono stati distribuiti aiuti di prima necessità, inclusi alimenti, alle persone colpite dalle inondazioni. Inoltre, per contrastare gli eventi alluvionali futuri, è nei piani della Tanzania la costruzione di 14 dighe.

Le forti piogge stanno impattando l’intera regione dell’Africa orientale, con inondazioni che hanno causato la morte di almeno 13 persone anche nel vicino Kenya. Le infrastrutture sono state danneggiate e gli abitanti delle aree più vulnerabili alle inondazioni stanno essendo costretti a traslocare. Si prevede che il culmine delle precipitazioni si verificherà verso la fine del corrente mese.

La zona occidentale della Tanzania, in particolare la regione di Rufiji, è attualmente immersa in una grave crisi umanitaria a seguito delle devastanti alluvioni iniziate il 4 aprile scorso. Secondo il Camillian Disaster Service International (CADIS), l’ente di soccorso che si sta mobilitando in risposta alla calamità, migliaia di famiglie hanno perso le proprie abitazioni, con intere comunità che ora si trovano prive di risorse essenziali come alloggi sicuri, acqua potabile e accesso a servizi igienico-sanitari adeguati.

“Poor sanitation situation, Tanzania” by Sustainable sanitation is licensed under CC BY 2.0.

Le alluvioni hanno avuto effetti particolarmente distruttivi nel distretto di Muhoro, dove il 75% del territorio è stato sommerso, lasciando circa 17.000 persone senza un tetto. Molti si sono rifugiati nelle scuole elementari, vivendo in condizioni precarie e senza servizi basilari. Inoltre, circa 1.000 individui sono stati evacuati nel distretto di Chumbi. Complessivamente, sono stati allagati circa 28.374 ettari di terreno agricolo, distruggendo raccolti vitali come mais, riso, sesamo e banane.

CADIS, attraverso il suo ufficio in Tanzania, sta collaborando con il governo locale, le comunità e altre organizzazioni umanitarie per fronteggiare l’emergenza. L’obiettivo è ridurre i rischi di malattie e mortalità dovuti alla malnutrizione e alla mancanza di infrastrutture sanitarie adeguate nei centri per gli sfollati interni.

Il focus dell’organizzazione è sul miglioramento dell’accesso alla salute, alla nutrizione, all’acqua potabile e all’igiene, con particolare attenzione alle necessità di madri e bambini. Tra le iniziative avviate, vi è la distribuzione di compresse per la purificazione dell’acqua, l’installazione di servizi igienici temporanei e strutture per il lavaggio delle mani, oltre alla fornitura di indumenti essenziali.

Queste inondazioni non sono un evento isolato ma parte di un problema più ampio, exacerbato dalla costruzione della diga idroelettrica di Nyerere. Sebbene la diga sia una fonte cruciale di energia rinnovabile per la Tanzania, ha anche alterato il flusso naturale del fiume Rufiji, aumentando il rischio di inondazioni durante le stagioni delle piogge intense. La situazione richiede una risposta coordinata e sostenuta per garantire la sicurezza e il benessere delle popolazioni colpite.

“Tandale 11July06 026” by Sustainable sanitation is licensed under CC BY 2.0.

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