mercoledì, Aprile 17, 2024
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In Uk la Camera dei Lord contro la deportazione dei migranti in Ruanda

Il Parlamento britannico si appresta a vivere un momento insolito per la sua politica: la Camera dei Lord, organo non eletto in contrapposizione alla Camera dei Comuni, si prepara oggi a decidere se opporsi a un significativo pilastro politico del primo ministro britannico Rishi Sunak: la deportazione dei richiedenti asilo in Ruanda su voli diretti.

La discussione si concentra su numerosi emendamenti proposti per mitigare il disegno di legge, che finora sono stati rimossi dalla maggioranza conservatrice alla Camera dei Comuni.

Nonostante non si preveda che la Camera dei Lord blocchi definitivamente la legge, potrebbe causare ritardi nella sua approvazione, influenzando l’obiettivo del primo ministro Rishi Sunak di avviare i primi voli per il Ruanda entro fine maggio.

Questa situazione proietta la Camera dei Lord in un ruolo inusuale di protagonista politico in un anno elettorale, sollevando questioni sui diritti umani e sul rispetto della legge, che hanno trovato eco anche tra i Lord conservatori.

Simon McDonald, ex diplomatico divenuto membro apartitico della Camera dei Lord, evidenzia l’importanza di mantenere ferme posizioni sui criteri che il Ruanda deve soddisfare per garantire i diritti dei richiedenti asilo inviati dalla Gran Bretagna.

Il premier britannico Rishi Sunak

Il dibattito si estende oltre la semplice legislazione, toccando temi come i diritti umani e l’aderenza al diritto internazionale, con la Corte Suprema che ha già espresso dubbi sulla sicurezza del Ruanda come destinazione per i rifugiati.

Membri della Camera dei Lord, tra cui giudici in pensione e funzionari pubblici, si servono delle loro posizioni per esercitare un controllo sulla legge, sebbene la Camera dei Comuni abbia approvato rapidamente il disegno di legge senza significative revisioni.

Questo contesto pone la Camera dei Lord come un efficace contrappeso al governo, con la capacità di influenzare e modificare le politiche, come dimostrato in passato con il blocco dei tagli ai pagamenti di welfare.

La vicenda evidenzia la tensione tra la volontà del popolo e la salvaguardia dei principi democratici e legali, in un Parlamento dove i Lord, sebbene lavorino attivamente e possano godere di alcuni privilegi, sanno di operare all’interno di un’istituzione vista da molti come obsoleta e illegittima.

Le imminenti elezioni aumentano la cautela tra i Lord, preoccupati di essere etichettati come ostruzionisti dal governo o di affrontare riforme che potrebbero minare il loro status. Nonostante ciò, figure influenti come l’arcivescovo di Canterbury hanno espresso forti critiche alle versioni precedenti del disegno di legge sul Ruanda, sottolineando un conflitto tra responsabilità morale e interessi politici nel dibattito che precede le elezioni.

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