venerdì, Febbraio 3, 2023
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“Insopportabili privilegi”. La foto del Censis: un Paese triste, che detesta le ostentazioni di ricchezza e ha paura del futuro

Quasi tutti gli italiani sono convinti che i prezzi saliranno ancora, la maggior parte è convinta che il proprio tenore di vita scenderà. Per questo risultano oggi odiosi per la stragrande maggioranza i privilegi e le ostentazioni di ricchezza.

E’ quanto emerge dal 56° Rapporto Censis, che definisce questa fase della società italiana il “ciclo del post-populismo”. Il 92,7% degli italiani è convinto che l’accelerata dell’inflazione durerà a lungo, il 76,4% che non potrà contare su aumenti significativi delle entrate familiari nel prossimo anno, il 69,3% teme che nei prossimi mesi il proprio tenore di vita si abbasserà (il 79,3% tra le persone già a basso reddito), il 64,4% sta ricorrendo ai risparmi per fronteggiare l’inflazione, che colpisce anche i percettori di redditi fissi.

Di conseguenza gli italiani ritengono “particolarmente insopportabili”: l’87,8% il gap tra le retribuzioni dei dipendenti e dei manager, l’86,6% i bonus milionari di buonuscita per i “top” (“pagati per andarsene piuttosto che per lavorare”); l’84,1% le tasse troppo ridotte dei giganti del web; l’81,5% i “facili guadagni” di personaggi come gli influencer, ritenuti “senza un comprovato talento e competenze certe”, ma anche, con simili percentuali, le feste sfarzose dei vip e i loro jet privati, lo sfoggio di auto e suv potenti, di ville con giardini e piscine, e poi l’esibizione (anche sui social) di vacanze, cene, hotel e locali di gran lusso.

Nel 2021 le famiglie che vivevano in condizione di povertà assoluta in Italia erano 1,9 milioni (7,5%), aumentate di 1,1 punti percentuali rispetto al 2019, per un totale di quasi 5,6 milioni di individui (il 9,4%, +1,7 punti percentuali rispetto al 2019) impossibilitati ad acquistare un paniere di beni e servizi giudicati essenziali per uno standard di vita accettabile. Di questi, il 44,1% risiedeva nel Sud e nelle isole.

Ma il dato economico non è il solo a preoccupare. Otto italiani su 10 non sono più disposti a fare sacrifici per cambiare, nè per seguire la moda nè per fare carriera, spiega il Rapporto Censis, per il quale è “la malinconia a definire oggi il carattere degli italiani”.

L’83,2% non ha piu’ voglia di sacrificarsi per mettere in pratica le indicazioni degli influencer, l’81,5% per vestirsi alla moda, il 70,5% per acquistare prodotti di prestigio, il 63,5% per sembrare più giovani, il 58,7% per sentirsi più belli. Il 36,4%, inoltre, non è disposto a sacrificarsi nemmeno per avanzare nel lavoro e guadagnare di più . Un clima generale che arriva dopo la sequenza Covid-guerra-crisi ambientale: pensandoci, l’89,7% degli italiani dichiara che prova tristezza, e il 54,1% ha la forte tentazione di restare passivo.

Gli eventi globali influenzano fortemente il sentire degli italiani: l’84,5% e’ convinto che eventi geograficamente lontani possano cambiare improvvisamente la quotidianità e stravolgere i destini. Il 61,1% teme che possa scoppiare una guerra mondiale, il 58,8% che si ricorra all’arma atomica, il 57,7% che l’Italia entri in guerra. Oggi il 66,5% degli italiani si sente insicuro: prima del Covid, nel 2019, la percentuale era 10 punti più bassa.

by aestheticsofcrisis

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