mercoledì, Aprile 17, 2024
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Joe Biden contro la “shrinkflation”, i profitti scorretti delle aziende

Si chiama shrinkflation, è un fenomeno a cui fare attenzione al supermercato: le confezioni si fanno più piccole e il contenuto diventa più leggero, ma il prezzo resta uguale a prima.

Durante l’evento clou dell’ultimo Super Bowl statunitense, l’ufficio presidenziale ha diffuso un video che ha rapidamente catturato l’attenzione dei social network. Nel filmato, si vede il Presidente Joe Biden sorridente, circondato da un assortimento di snack come patatine, biscotti e bevande energetiche, mentre critica le pratiche commerciali di alcune aziende di ridurre le dimensioni e le porzioni dei loro prodotti senza abbassare proporzionalmente i prezzi. Questa strategia, conosciuta come “shrinkflation”, è stata fermamente condannata dal presidente.

La condivisione del video ha scatenato reazioni positive, soprattutto da parte di Edgar Dworsky, un difensore dei diritti dei consumatori che da oltre un decennio monitora il fenomeno della “shrinkflation”. Dworsky ha avuto l’opportunità di informare gli assistenti economici del Presidente Biden su questo argomento in due occasioni distinte, una all’inizio del 2023 e poi nuovamente poco prima della pubblicazione del video. Se il primo briefing sembrava non aver sortito effetti, il secondo ha evidenziato come la “shrinkflation” sia diventata una priorità per Biden, specialmente in un periodo in cui l’inflazione mostra segni di rallentamento ma i consumatori restano esasperati dai costi elevati della spesa quotidiana.

Questo messaggio trova riscontro in un contesto in cui il Presidente Biden, alla ricerca di una rielezione, punta a riorientare le colpe dell’inflazione verso le aziende che, riducendo le dimensioni di prodotti come barrette di cioccolato e confezioni di gelato, hanno mantenuto invariati o aumentati i prezzi pur conservando alti margini di profitto. L’amministrazione sta valutando nuove iniziative, incluse azioni esecutive, per contrastare questa pratica e potrebbe promuovere legislazioni che conferiscano alla Federal Trade Commission maggiori poteri per indagare e sanzionare le aziende responsabili di “shrinkflation”.

Il Senatore Bob Casey, membro del partito Democratico della Pennsylvania, ha avuto un ruolo chiave nel sensibilizzare il Presidente su questa problematica, avendo pubblicato un rapporto che evidenzia come una parte significativa degli aumenti di prezzo su snack e carta igienica sia imputabile alla riduzione della quantità di prodotto offerto. Casey ha anche fatto della lotta alla “shrinkflation” un pilastro della sua campagna per la rielezione, evidenziando come le grandi aziende siano responsabili della difficoltà dei consumatori nel permettersi beni essenziali.

Questa posizione trova supporto anche tra altri esponenti del partito Democratico e organizzazioni progressiste, che hanno esortato Biden a incolpare l’avidità aziendale per l’aumento dell’inflazione. Tuttavia, alcuni economisti e analisti hanno espresso scetticismo, sostenendo che la “shrinkflation” non sia un fattore determinante nell’aumento generale dei prezzi, una posizione che il Presidente Biden ha parzialmente condiviso, focalizzandosi su specifici settori come quello della carne e del petrolio e attribuendo l’inflazione anche ad altre cause, come le interruzioni delle catene di approvvigionamento dovute alla pandemia.

Image by Gordon Johnson from Pixabay
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