sabato, Settembre 24, 2022
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Josef, scarto umano a Siracusa

Una storia incredibile, di un essere umano trattato come un oggetto inanimato. Ce l’ha raccontata Massimiliano Perna su https://comune-info.net/scarti/, ed è davvero come uno scarto ai margini di una strada di Siracusa che si svolge la vicenda di Josef, un senzatetto slovacco. Mentre il sole terribile degli ultimi giorni rende difficile anche a chi non è fragile gli spostamenti cercando riparo e refrigerio dove capita nella città siciliana, i volontari della Ronda della Solidarietà di Siracusa provano a fare ciò che dovrebbero fare le istituzioni. Portano cibo e altri piccoli conforti ai senzatetto, a chi come Josef ha perso tutto e vive da escluso. Ma la città è impegnata a festeggiare i dieci anni trascorsi nell’alta moda da Dolce e Gabbana e i poveri danno ancora più fastidio in questi casi.

L’uomo, seguito dai volontari, finisce in ospedale, ricoverato insieme ad altri due senzatetto, subendo un Trattamento Sanitario Obbligatorio per obbligarlo a curarsi. Siccome i tre risultano positivi al test per il covid vengono spostati nel reparto dedicato a questo tipo di cura. Pochi giorni dopo, sul finire della settimana scorsa i volontari vengono avvisati dall’ospedale che Josef è morto. La Ronda della Solidarietà affronta il dolore e si muove per dare un funerale dignitoso all’uomo. Quando arrivano per il riconoscimento trovano però la bara sigillata per via delle misure anti covid. Organizzano comunque la cerimonia, che avrebbe dovuto svolgersi ieri, martedì, e con tristezza si preparano ad accompagnare il senzatetto nel suo ultimo viaggio.

C’è soltanto un piccolo problema. La domenica mattina altri volontari dell’associazione vedono Josef a Siracusa, qualcuno resta scettico, ma ieri viene avvistato con certezza in via Elorina, altezza Onda Blu, specifica Massimiliano Perna nel suo racconto. Non solo. lo trovano in grande sofferenza sdraiato sull’asfalto. Anche Perna, nel frattempo accorso sul posto chiamato dai volontari della Ronda, lo trova in quelle condizioni. Ma se Josef è vivo anche se in cattive condizioni, chi è rinchiuso allora nella cella frigorifera dell’ospedale? Non si sa. Forse uno degli altri due ricoverati insieme a Josef pochi giorni prima, ma nessuno lo sa. Tanto, o uno o l’altro, che importanza ha il nome di uno scarto della società di cui non importa niente a nessuno?

I volontari non demordono, chiamano il 118 per prendersi cura di Josef ma l’uomo rifiuta di andare e tanto basta ai sanitari per rifiutare il ricovero, ma l’uomo ha subito un Tso nei giorni precedenti proprio perchè non più in grado di badare a se stesso. Niente da fare. Il 112, racconta sempre Massimiliano Perna, dice che se ne devono occupare i vigili urbani, ma questi rispondono che siccome Josef ha il covid non possono spostarlo. Ci pensano ancora una volta i volontari, che affittano un mezzo e, premunendosi di utilizzare mascherine e guanti a loro rischio, lo spostano in un’altra parte della città dove c’è almeno un po’ di ombra. Sempre per strada comunque resta, mentre il Comune cercherà una soluzione quando Josef risulterà negativo al tampone del covid.

Ma nel frattempo, mentre Dolce e Gabbana celebrano i loro dieci anni nell’alta moda attorniati dalla crema della città benestante, nessuno ha risposto alla domanda: chi è il morto nella cella frigorifera dell’ospedale? Dove sono finiti gli altri due ricoverati insieme a Josef? In base a cosa sono state dimesse almeno due persone positive al covid? Chi l’ha deciso? Non possiamo che unirci allo sgomento che esprime Perna nella storia che ha raccontato.

by fotografar
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