martedì, Settembre 27, 2022
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La crisi del nucleare francese aumenta l’inflazione in Europa

In tempi di forte crisi energetica torna attuale il dibattito sulle centrali nucleari. In particolare in Francia, dove il 70% dell’elettricità fino a poco tempo fa proveniva dal nucleare. Ma i cambiamenti climatici, con il riscaldamento globale e soprattutto la siccità stanno influendo enormemente anche sulle centrali nucleari, mettendo da parte tutti gli altri ragionamenti relativi alla sicurezza. Il livello dei fiumi si sta abbassando anche in Francia, a causa delle alte temperature di questa parte di estate, e per lo stesso motivo l’acqua si riscalda, comportando problemi seri per i sistemi di raffreddamento delle centrali nucleari francesi.

a causa di questi problemi nella centrale nucleare di Blayais alla foce della Gironda, nel sud-ovest della Francia e a Saint-Alban sul Rodano è stato chiuso temporaneamente un reattore su quattro. Inoltre la metà dei 56 reattori su tutto il territorio transalpino saranno fuori servizio fino alla fine dell’anno per manutenzione. A questo si aggiunge la chiusura di tutti e quattro i reattori della centrale di Cattenom sia per guasti alla ventilazione che per lavori ordinari. Lo scopo di questi lavori è di allungare la vita delle centrali nucleari dai 40 anni inizialmente previsti a 50 anni.

Va anche detto che al termine del ciclo l’acqua raffreddata viene reimmessa nell’ecosistema ma sempre per l’ondata di calore le autorità hanno alzato la temperatura consentita per rilasciare l’acqua, assicurando che al momento ciò non ha comportato conseguenze termiche sugli ecosistemi. I dubbi rimangono, anche per la brevità del periodo di osservazione. Secondo il quotidiano Le Monde nel 2019 il caldo estremo aveva costretto in alcuni momenti a far calare la produzione complessiva del parco nucleare francese di circa il 10%. Logico ritenere che in questa fase la produzione nucleare sia ulteriormente diminuita.

La Edf, la compagni elettrica francese che gestisce gli impianti, la cui nazionalizzazione avviata nel 2005 è stata bloccata adesso dal governo uscente a causa dell’emergenza climatica, minimizza i problemi, ma l’Istituto per la radioprotezione e la sicurezza nucleare ha spiegato che le alte temperature esterne possono perturbare il funzionamento di materiali essenziali per garantire la sicurezza dei reattori in diverse situazioni di incidente. I lavori di manutenzione in corso da parte di Edf sembrerebbero confermare la linea dell’Irsn.

Mentre in passato la Francia esportava il proprio nucleare adesso dipende dalle forniture dei paesi vicini, soprattutto dalla Germania, perchè non è più autosufficiente sul piano energetico. Le sue undici centrali termoelettriche a gas producono soltanto il 6% dell’elettricità totale e questo spiega la richiesta della Francia di posticipare la sua uscita dalla produzione a carbone. Una crisi che non ha conseguenze soltanto sul piano interno, ma che secondo gli economisti della Bce riguarda l’intero mercato energetico europeo portando a un aumento dell’inflazione in tutta Europa.

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