domenica, Settembre 24, 2023
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La disumana inciviltà delle carceri italiane. Il rapporto 2023 di Antigone

Attualmente, nelle carceri italiane, si registra un problema di sovraffollamento. Nonostante la capienza ufficiale sia di 51.249 posti, al 30 aprile scorso vi erano ben 56.674 detenuti presenti, superando di 5.425 unità la capacità regolamentare. È importante considerare che i posti regolamentari non disponibili ammontavano a 3.646 nel mese di maggio 2023. Questi i dati del diciannovesimo Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione.

Nel 2022 sono 85 i detenuti che si sono tolti la vita nelle prigioni italiane. Risarcimenti per 27 milioni di euro agli innocenti sbattuti in galera. Dall’inizio dell’anno, Antigone segnala anche che 23 detenuti si sono tolti la vita.

Il tasso effettivo di sovraffollamento medio è del 119%, il che significa che circa il 20% dei detenuti si trova in una sistemazione precaria. La regione con il livello più alto di sovraffollamento è la Lombardia, con un tasso pari al 151,8%. A livello nazionale, il tasso di affollamento ufficiale medio è del 110,6%. Le regioni più affollate sono attualmente la Puglia (137,3%), la Lombardia (133,3%) e la Liguria (126,5%). Tuttavia, considerando i posti conteggiati ma non disponibili, l’affollamento reale raggiunge il 119%. Anche a livello regionale, i dati cambiano e le regioni con situazioni più preoccupanti sono la Lombardia (151,8%), la Puglia (145,7%) e il Friuli Venezia Giulia (135,9%).

A livello europeo, l’Italia si trova in una posizione non favorevole. Solo Cipro e la Romania presentano tassi di sovraffollamento maggiori rispetto all’Italia. Tuttavia, l’Italia si colloca al trentaseiesimo posto per quanto riguarda i tassi di detenzione, ossia il numero di detenuti rispetto ai cittadini liberi. Incarceriamo meno persone rispetto a Francia e Spagna, ma più rispetto a Germania e ai paesi nordici.

Considerando i singoli istituti penitenziari, i valori effettivi più alti di sovraffollamento si registrano a Tolmezzo (190,0%), Milano San Vittore (185,4%), Varese (179,2%) e Bergamo (178,8%). Dal 30 aprile 2022, la capienza ufficiale è cresciuta dello 0,8%, mentre le presenze sono aumentate del 3,8%. L’aumento maggiore riguarda il numero delle donne detenute, che è cresciuto del 9%, mentre l’aumento degli stranieri, pari al 3,6%, è in linea con l’incremento della popolazione carceraria complessiva. Nell’ultimo anno, la popolazione detenuta è cresciuta principalmente in Trentino-Alto Adige (+11,7%), Calabria (+9%) e Lazio (+7,5%).

Il problema del sovraffollamento è aggravato dalla custodia cautelare, che rappresenta il 26,6% del totale. Sebbene sia in calo rispetto al passato, è ancora più elevata rispetto alla media europea.

Al 30 aprile, dei 56.674 detenuti presenti, 7.925 (13,9%) erano in attesa di primo giudizio, 3.629 (6,4%) erano appellanti e 2.458 (4,3%) erano ricorrenti. I detenuti definitivi rappresentavano invece il 73,4% del totale, pari a 41.628 persone, mentre 282 erano internati in case di lavoro o colonie agricole. Concentrandoci sugli stranieri, il 15,6% di loro era in attesa di primo giudizio e il 70,9% era definitivo. La percentuale delle persone in custodia cautelare continua a diminuire costantemente: alla fine del 2022 era del 27,8%, alla fine del 2021 era del 29,9%, mentre dieci anni prima, alla fine del 2011, raggiungeva il 40,8%.

La custodia cautelare rappresenta la misura cautelare più utilizzata, con 3.357 persone in regime di arresti domiciliari con braccialetto elettronico nel 2022, un aumento rispetto al 2021. Nel corso dell’anno passato sono state emesse circa 81.000 misure cautelari, di cui 44.518 persone sono state messe in custodia cautelare, di cui 24.654 in carcere (oltre 500 in più rispetto al 2021). Gli arresti domiciliari senza braccialetto sono diminuiti, passando da 18.036 nel 2021 a 16.507 nel 2022. Al contrario, gli arresti domiciliari con braccialetto sono aumentati, passando da 2.808 nel 2021 a 3.357 nel 2022.

Solo circa il 10% delle misure cautelari emesse ha avuto come esito l’assoluzione o il proscioglimento. È importante sottolineare che i dati non sono suddivisi per tipo di misura cautelare.

Inoltre, la popolazione detenuta sta crescendo e si sta verificando un invecchiamento della popolazione carceraria. Quasi un terzo dei detenuti ha più di 50 anni, mentre 1.117 detenuti hanno più di 70 anni. L’età media della popolazione carceraria continua ad aumentare: alla fine del 2022, il 29% dei detenuti aveva più di 50 anni, rispetto al 17% alla fine del 2011. Nel medesimo periodo di tempo, il numero di detenuti con più di 70 anni è raddoppiato, passando da 571 (1%) a 1.117 (2%). Nel frattempo, la percentuale di detenuti sotto i 25 anni è diminuita dal 10% al 6%.

Foto di Matthew Ansley su Unsplash
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