domenica, Aprile 14, 2024
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La Fed manterrà i tassi stabili nonostante il calo dell’inflazione Usa

Durante l’ultimo incontro di politica monetaria, i rappresentanti della Federal Reserve hanno espresso preoccupazione per la persistenza di un’inflazione elevata, come rivelato dai verbali pubblicati mercoledì. Questa situazione potrebbe comportare il mantenimento dei tassi di interesse sui livelli attuali per un periodo più esteso di quanto inizialmente anticipato, influenzando di conseguenza i costi di finanziamento per i cittadini americani, che si tratti di prestiti per l’acquisto di automobili o di mutui immobiliari.

A gennaio, la Fed ha optato per non variare i tassi di interesse, mantenendoli invariati per la quarta volta consecutiva. I dirigenti hanno notato un rallentamento dell’inflazione rispetto ai massimi degli ultimi quarant’anni raggiunti nell’estate del 2022. Tuttavia, Jerome Powell, presidente della Fed, ha smentito le aspettative di mercato riguardo a un possibile taglio dei tassi in primavera, sottolineando che è prematuro proclamare una vittoria sull’inflazione.

La settimana scorsa, i mercati azionari hanno registrato un calo, interrompendo una striscia di cinque settimane consecutive di guadagni. Questa inversione è stata provocata dai dati sull’inflazione che hanno alimentato tra gli investitori il timore che la banca centrale possa decidere di ridurre i tassi più avanti nel tempo e con minor decisione rispetto a quanto precedentemente anticipato.

L’indicatore dell’inflazione per l’inizio del 2024, l’indice dei prezzi al consumo, ha evidenziato un incremento del 3,1% nei 12 mesi fino a gennaio, secondo i dati forniti dal Bureau of Labor Statistics. Questo rappresenta un calo rispetto al 3,4% di dicembre e una significativa decelerazione rispetto all’aumento del 6,4% registrato a gennaio 2023.

I dirigenti della Fed hanno più volte affermato di voler osservare i dati per diversi mesi prima di prendere decisioni definitive sui tassi di interesse, suggerendo che il dato sull’inflazione di gennaio potrebbe essere un episodio isolato.

Foto di NikolayF.com da Pixabay

I verbali rivelano che gli economisti della Fed percepiscono un’alta incertezza intorno alle previsioni economiche di base, sebbene questa sia sensibilmente diminuita nell’ultimo anno. In sostanza, senza la capacità di prevedere con certezza l’andamento futuro dell’economia, la strategia più prudente per la Fed è mantenere i tassi di interesse stabili finché non emergano indicazioni più chiare su quale dovrebbe essere il corso d’azione.

Resta incerto se l’inflazione continuerà a rallentare nei prossimi mesi, e una forte crescita economica potrebbe complicare ulteriormente la situazione. I verbali indicano che una domanda aggregata più forte del previsto, specie alla luce di una spesa dei consumatori sorprendentemente resiliente l’anno scorso, potrebbe rappresentare un rischio al rialzo sia per l’inflazione che per l’attività economica.

Riguardo ai futuri tagli dei tassi, la Fed solitamente li applica in risposta a un marcato peggioramento economico che porta a un aumento della disoccupazione o quando diventa evidente che l’inflazione è sotto controllo e non è più necessario mantenere tassi elevati. Alzare i tassi mentre l’inflazione rallenta potrebbe tradursi in una restrizione non necessaria sull’economia.

Recentemente, le aspettative degli investitori si sono allineate maggiormente alle indicazioni fornite dai dirigenti della Fed. Mary Daly, presidente della Fed di San Francisco e membro votante sulle decisioni di politica monetaria quest’anno, ha dichiarato che prevedere tre tagli dei tassi quest’anno è un’ipotesi “di base ragionevole”. Anche Raphael Bostic, presidente della Fed di Atlanta e anch’egli votante quest’anno, ha espresso la possibilità di vedere tre tagli dei tassi nel 2024.

Gli investitori, basandosi sui futures, anticipano ora il primo taglio dei tassi intorno alla metà dell’anno. Jeffrey Roach, capo economista di LPL Financial, ha sottolineato che, nonostante l’inflazione si sia mostrata resistente negli ultimi mesi, l’andamento generale per quest’anno prevede un rallentamento dei prezzi, offrendo così alla Fed l’opportunità di ridurre i tassi entro metà anno.

Nella definizione della sua politica, la Fed considera vari fattori dell’economia americana, inclusa la crescita economica, lo stato del mercato del lavoro e i consumi. La previsione attuale della Fed di Atlanta indica un robusto tasso di crescita del PIL del primo trimestre annualizzato al 2,9%.

In conclusione, la lotta storica della banca centrale contro l’inflazione si concentra ora sugli indicatori di inflazione stessi, più che sul ritmo di crescita o sulla forza del mercato del lavoro.

Di AgnosticPreachersKid – Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6282818
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